giovedì, Gennaio 29

Gerry Scotti risponde a Corona: “Solo fake news. Le Letterine meritano rispetto”

Non è una polemica cercata, né una risposta impulsiva. È piuttosto una presa di posizione meditata, pronunciata con il tono di chi sente il dovere di chiarire, soprattutto per rispetto verso altri. Gerry Scotti interviene sulle accuse circolate sui social negli ultimi giorni, respingendo con fermezza le ricostruzioni che lo coinvolgono e che fanno riferimento a presunte relazioni con le cosiddette “Letterine”.

Il conduttore sceglie parole misurate, ma il messaggio è netto: si tratta di affermazioni false, che non colpiscono solo lui, ma anche donne che hanno avuto un ruolo professionale in televisione e che oggi hanno vite, famiglie e carriere lontane da quell’etichetta.

La replica alle accuse: “Solo menzogne dette per lucro”

Secondo Scotti, il problema non è soltanto personale. Le notizie infondate, spiega, trovano terreno fertile perché le fake news attirano più attenzione della verità, soprattutto quando sono costruite per generare indignazione e visibilità.

Le presunte rivelazioni che lo riguardano risalirebbero a oltre vent’anni fa, ma per il conduttore non c’è alcuna ambiguità: “Basterebbe chiedere alle dirette interessate”. Un invito che sottolinea come il racconto diffuso online non trovi riscontro nella realtà dei fatti.

Il rispetto per le Letterine

Gerry Scotti risponde a Corona: “Solo fake news. Le Letterine meritano rispetto”

Il passaggio più sentito riguarda proprio le donne coinvolte indirettamente nella vicenda. Scotti rifiuta l’idea che possano essere ridotte a un ruolo o a uno stereotipo. “Non sono pupazzi”, sottolinea, ma professioniste che hanno costruito il proprio percorso ben oltre quell’esperienza televisiva.

Il danno, osserva, non è solo reputazionale: quelle narrazioni finiscono per ricadere su figli, famiglie e contesti privati che nulla hanno a che vedere con la polemica mediatica. Un meccanismo che, secondo il conduttore, rivela una mancanza di sensibilità diffusa.

La televisione che cambia e la necessità di evolvere

Guardando alla sua lunga carriera, Scotti individua una chiave fondamentale per restare rilevanti: accettare l’evoluzione del linguaggio e del ruolo. Restare ancorati alla propria epoca, spiega, è il modo più rapido per diventare irrilevanti.

È una filosofia che applica anche ai programmi storici tornati in onda negli ultimi anni. Il successo della “Ruota” e il ritorno di “Chi vuol essere milionario” dimostrano, secondo lui, che il pubblico non rifiuta il passato, purché venga aggiornato e rispettato.

Il rapporto con Stefano De Martino e la competizione sana

Nel confronto televisivo quotidiano, Scotti non vede nemici ma avversari sportivi. Con Stefano De Martino, racconta, esiste un dialogo diretto fatto di messaggi e ironia sui risultati. Una competizione che definisce leale e necessaria, perché “esistiamo l’uno perché esiste l’altro”.

Un paragone sportivo sintetizza il concetto: come grandi campioni che si affrontano senza negarsi il rispetto reciproco.

Rimpianti, sogni e futuro

Tra i pochi rimpianti dichiarati, emerge quello degli studi universitari interrotti a pochi esami dalla laurea. Un cruccio mai del tutto superato, nonostante una carriera che ha superato ogni aspettativa.

Guardando avanti, Scotti immagina un futuro diverso dalla televisione in studio: la divulgazione. Il sogno è raccontare il mondo, viaggiare, spiegare, uscire dai confini del set. Un desiderio che nasce più dalla curiosità che dall’ambizione.

Una risposta che va oltre la polemica

Più che una difesa personale, l’intervento di Gerry Scotti appare come un richiamo a un principio più ampio: la responsabilità di ciò che si racconta, soprattutto quando le storie diventano virali.

In un ecosistema mediatico che premia l’eccesso e la semplificazione, la sua presa di posizione prova a rimettere al centro una distinzione elementare ma sempre più fragile: quella tra informazione e spettacolarizzazione della menzogna.

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