domenica, Luglio 12

Caso Almasri, spunta una donna ivoriana: nuovo esposto contro Giorgia Meloni

Almasri: nuovo esposto contro Giorgia Meloni

Il caso Almasri si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Dopo Lam Magok, anche una donna ivoriana ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura di Roma contro la richiesta di archiviazione per Giorgia Meloni, accusata di aver contribuito al rimpatrio del generale libico Almasri, nonostante fosse ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra.

A darne notizia è Angela Maria Bitonti, avvocata della donna ivoriana, che ha dichiarato: “Presenteremo un esposto contro l’archiviazione della premier. Meloni ha infatti detto di aver condiviso le decisioni con i suoi ministri”. La sua assistita si è dichiarata vittima diretta delle torture inflitte da Almasri, e la mancata consegna del generale alla giustizia internazionale avrebbe – secondo il legale – impedito di ottenere giustizia.

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Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano sotto i riflettori

L’esposto segue la richiesta del tribunale dei ministri che ha già chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti del sottosegretario Alfredo Mantovano, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Bitonti aggiunge: “Aspettiamo le decisioni parlamentari. Se non dovesse arrivare il via libera, valuteremo altre azioni”.

La legale ha anche annunciato il deposito di una nuova istanza per visionare gli atti, dopo che la precedente era stata rigettata con la motivazione che la sua assistita sarebbe solo una “vittima indiretta”: “Non condividiamo questa visione. Riteniamo sia una vittima diretta”.

“Una confessione giuridica”: le parole di Meloni sotto esame

Anche Francesco Romeo, avvocato di Lam Magok, è tornato all’attacco del governo: “Un’archiviazione non è definitiva, può sempre essere riaperta se emergono elementi nuovi. E le parole di Meloni, che ha rivendicato una scelta condivisa, giuridicamente sono una confessione”.

Lam Magok aveva già denunciato Giorgia Meloni, sostenendo di aver subito torture da parte di Almasri. Tuttavia, come riportato da Libero, il giovane sudsudanese avrebbe ricevuto protezione sussidiaria, aiuti economici e persino un impiego in Italia. Un dettaglio che, secondo alcuni, metterebbe in dubbio la narrazione accusatoria contro la premier.

Il fascicolo resta aperto, ma ora la pressione legale e politica sul governo aumenta, in attesa delle decisioni del Parlamento sulle autorizzazioni a procedere.