Centrodestra e Pd vogliono richiamare 10mila ex militari: nasce la riserva d’emergenza italiana
In un clima internazionale sempre più teso, l’Italia si prepara ad affrontare scenari di crisi con uno strumento di difesa inedito: una riserva militare composta da 10.000 ex soldati pronti a essere richiamati in caso di emergenza.
È quanto propone il centrodestra, con un disegno di legge presentato da Nino Minardo (Lega), presidente della Commissione Difesa della Camera. Un’iniziativa che ha trovato apertura anche tra le fila del Partito Democratico, che ha presentato una proposta simile firmata da Stefano Graziano.
Leggi anche:Arriva il voto ai fuorisede per politiche, referendum ed europee
Leggi anche:Pier Silvio Berlusconi non chiude a Vannacci: “Vediamo il programma”. E difende Meloni da Trump
Leggi anche:Moglie di Vannacci e il dito medio a Viareggio: Camelia Mihailescu rompe il silenzio
Il piano del Centrodestra: una riserva militare italiana
“La presente proposta di legge intende istituire una riserva ausiliaria dello Stato” – si legge nel testo depositato da Minardo – “composta da ex militari cessati dal servizio senza demerito”.
L’obiettivo è creare un corpo già addestrato, richiamabile in modo rapido per difendere i confini, gestire crisi nazionali o supportare le Forze Armate in scenari straordinari. La selezione sarà su base volontaria, ma chi entrerà nella riserva dovrà rispettare obblighi precisi.
Obblighi per i riservisti: addestramento e reperibilità
I cittadini italiani in congedo volontario con almeno tre anni di servizio potranno candidarsi. Una volta selezionati, dovranno:
- essere reperibili in qualsiasi momento;
- comunicare variazioni di domicilio;
- sottoporsi a controlli medici annuali;
- partecipare ad almeno due settimane di addestramento ogni anno.
I riservisti potranno essere mobilitati in tempo di guerra, in caso di dichiarazione di stato di emergenza o per missioni di sicurezza nazionale.
Il modello di riferimento: l’Austria
L’Italia guarda all’Austria, dove una riserva di 35.000 unità riceve un compenso annuo di circa 6.000 euro e addestramento obbligatorio per 30 giorni l’anno. In Italia l’idea è replicare solo in parte questo modello, attingendo a ex militari di ferma breve o ex membri delle forze dell’ordine.
Il Pd appoggia: una proposta complementare
In parallelo, il deputato dem Stefano Graziano ha presentato una proposta simile, che prevede l’ingresso volontario di ex militari per supportare le Forze Armate “in linea con i modelli già adottati nei principali Paesi europei”. Il testo del Pd propone incentivi alle aziende che concederanno permessi lavorativi ai dipendenti riservisti e una maggiore apertura anche agli ex agenti delle forze di polizia.
“Vogliamo arrivare a un testo unico, moderno e condiviso”, ha dichiarato Minardo, “per valorizzare l’esperienza di chi ha già servito lo Stato”.
Discussione in Parlamento: si parte l’8 luglio
La discussione parlamentare inizierà l’8 luglio in Commissione Difesa, e centrodestra e opposizione sembrano intenzionati a collaborare. Se approvato, il provvedimento potrebbe diventare uno strumento strutturale per la difesa nazionale, segnando un cambio di passo nelle politiche italiane di sicurezza in risposta a un contesto internazionale sempre più instabile, con il conflitto Israele-Iran che preoccupa tutta l’area euro-mediterranea.