La vicenda dei tre bambini che vivevano in un casolare nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, continua a generare tensioni e nuove versioni dei fatti. A intervenire ora è l’ex legale della coppia, Giovanni Angelucci, che ha replicato con decisione al comunicato diffuso da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
Nel loro messaggio, i genitori hanno sostenuto di non aver mai rifiutato gli aiuti del sindaco né delle istituzioni, spiegando di aver compreso l’ordinanza solo dopo la sua traduzione in inglese. Una ricostruzione che Angelucci contesta apertamente.
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“I fatti li smentiscono. E quelle parole non sembrano le loro”

Secondo l’avvocato, «i fatti smentiscono quanto scritto nel comunicato». L’ex legale mette in dubbio l’autenticità del contenuto diffuso dalla coppia: «Non è farina del loro sacco», afferma. E aggiunge che il sindaco Massimiliano Masciulli sarebbe testimone diretto dei numerosi rifiuti opposti in passato dai genitori.
Nonostante ciò, Angelucci valuta positivamente l’apparente apertura mostrata ora da Nathan e Catherine: «È comunque un segnale importante», sostiene, definendolo un primo passo verso un clima di maggiore collaborazione.
La rinuncia al mandato: “Scelta strategica per farli reagire”
L’avvocato chiarisce che la sua decisione di lasciare la difesa non è stata improvvisa né dettata da contrasti personali, ma parte di una strategia mirata a smuovere una situazione che considerava bloccata. Dichiarazioni che fanno emergere il retroscena di una scelta ponderata:
«La mia rinuncia aveva lo scopo di generare una reazione costruttiva», spiega. L’obiettivo era portare i genitori a riflettere sulle criticità del rapporto con le istituzioni e con i servizi sociali, criticità che – secondo Angelucci – impedivano qualsiasi reale percorso condiviso.
Una mossa che, a suo giudizio, avrebbe raggiunto il risultato desiderato: «Evidentemente ho ottenuto il risultato sperato», afferma l’avvocato, convinto che il cambiamento mostrato dalla coppia nelle ultime ore sia collegato proprio al suo gesto.
“Al centro ci sono i bambini”: la linea dell’ex legale
Angelucci ribadisce che tutte le sue scelte sono state fatte mettendo al primo posto «il bene primario dei tre bambini». Una situazione complessa e delicata, che richiede – ricorda – collaborazione da parte di tutti, equilibrio e sostegno istituzionale.
La vicenda dei bambini di Palmoli continua dunque a evolversi, con la speranza che il nuovo clima di apertura possa finalmente favorire un percorso condiviso tra famiglia, istituzioni e comunità locale.