domenica, Giugno 21

I funerali di Alex Zanardi a Padova: la handbike sull’altare, duemila persone in lacrime e don Pozza

Padova si è fermata per salutare per l’ultima volta Alex Zanardi. Alle ore 11, nella Basilica di Santa Giustina, si è celebrato il funerale del campione paralimpico, in una cerimonia che ha unito istituzioni, sportivi e cittadini in un unico, profondo momento di commozione.

Una partecipazione ampia, trasversale, che racconta meglio di qualsiasi parola l’impatto che Zanardi ha avuto ben oltre lo sport: un simbolo di resilienza, forza e umanità.

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Una cerimonia carica di emozione

La basilica si è riempita fin dalle prime ore del mattino. Fuori, nonostante la pioggia, centinaia di persone hanno voluto essere presenti per rendere omaggio a una figura che ha segnato un’epoca.

Il feretro, una bara bianca coperta da rose, è stato accolto da un lungo applauso, dentro e fuori la chiesa. Ad attendere l’ingresso, la moglie Daniela, il figlio Nicolò e la madre Anna, visibilmente provati ma sostenuti dall’affetto collettivo.

Le parole del figlio Nicolò: il momento più toccante

Tra i momenti più intensi della cerimonia, le parole del figlio Nicolò hanno lasciato un segno profondo:

«Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa… chiunque può trovare il sorriso nelle piccole cose».

Un ricordo intimo, lontano dai riflettori delle imprese sportive, che ha restituito l’immagine più autentica dell’uomo: un padre, capace di trasmettere valori attraverso gesti semplici, quotidiani.

L’omelia e la “regola dei 5 secondi”

Durante la funzione, don Marco Pozza ha voluto ricordare uno dei principi più noti di Zanardi: la cosiddetta “regola dei 5 secondi”, quella spinta mentale a resistere ancora un attimo quando tutto sembra finito.

Un insegnamento diventato simbolo della sua filosofia di vita, costruita sulla capacità di superare i limiti anche nei momenti più difficili.

La celebrazione si è chiusa con un saluto semplice ma potentissimo: «Ciao Alex, fa’ buon viaggio», seguito da un lungo applauso che ha attraversato tutta la basilica.

Presenze da tutto il mondo dello sport e delle istituzioni

Alla cerimonia hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo. Presenti ministri, dirigenti sportivi e atleti che hanno condiviso con Zanardi momenti di carriera e vita.

Tra questi anche campioni olimpici e paralimpici, oltre a figure storiche del motorsport e volti noti dello spettacolo. Una presenza corale che testimonia quanto fosse trasversale la sua figura.

Un’eredità che va oltre lo sport

Il funerale di Alex Zanardi non è stato solo un momento di addio, ma una celebrazione di ciò che ha rappresentato: la capacità di trasformare ogni ostacolo in una nuova partenza.

Il progetto “Obiettivo 3”, da lui fondato, resta una delle eredità più concrete, continuando a offrire opportunità sportive a persone con disabilità.

Ma il vero lascito è culturale: un modo diverso di guardare alla vita, fatto di determinazione, ironia e gratitudine.

Un esempio che, come emerso chiaramente oggi a Padova, continuerà a vivere ben oltre il tempo.

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