Le nuove rivelazioni sulle indagini
Il caso di Garlasco continua a riemergere con nuovi elementi che gettano ombre sulle prime fasi investigative.
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Tra i documenti recuperati negli ultimi mesi ci sono alcune intercettazioni ambientali del 2017 che riguardano Andrea Sempio, all’epoca amico del fratello di Chiara Poggi e successivamente indagato per l’omicidio della giovane.
In particolare, è stata riascoltata la cosiddetta “ambientale numero 84”, registrata subito dopo l’interrogatorio a cui Sempio venne sottoposto. La trascrizione ufficiale, depositata durante le indagini, riportava una frase confusa e incompleta. Oggi però, grazie a un nuovo esame, emerge un contenuto diverso e più chiaro, che assume un significato importante alla luce delle odierne valutazioni degli inquirenti.
La differenza tra trascrizioni e riascolto
La prima versione parlava in modo frammentato: «(incomprensibile) … a parte che mi han fatto alcune domande, che non pensavo che mi facevano, non gli ho dato una risposta perfetta».
Il ri-ascolto delle registrazioni, invece, consegna una frase ben più eloquente:
«A parte che erano dalla nostra, perché mi han fatto alcune domande, che io ho capito perché me le facevano. Però non gli ho dato, diciamo, la risposta… perfetta».
Questa differenza non è di poco conto. Le parole «erano dalla nostra» suggeriscono che Sempio percepisse un atteggiamento di favore o comunque di indulgenza da parte di chi lo stava interrogando, quasi come se l’obiettivo fosse quello di chiudere in fretta il caso, piuttosto che approfondirlo in ogni dettaglio.
Le domande sul DNA
Nel corso della stessa conversazione con il padre, Giuseppe, emerge un altro dettaglio cruciale. Quest’ultimo chiede ad Andrea se durante l’interrogatorio siano state poste domande specifiche sul DNA. La risposta del figlio lascia intendere una certa superficialità nell’approccio investigativo:
«Una roba tecnica e poi non ne parliamo… però si vedeva che mi ha fatto domande inerenti a quello… sul… cioè comunque secondo me erano abbastanza dalla parte mia»..
Parole che, oggi, vengono rilette in modo diverso. All’epoca, infatti, non furono disposte comparazioni genetiche né approfondimenti scientifici adeguati, una mancanza che pesa ancora nel percorso giudiziario di un caso mai del tutto chiarito.
Le intercettazioni del 2017
Siamo nei primi mesi del 2017, quando Sempio viene formalmente iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto 2007. Dopo il suo unico interrogatorio, vengono avviate alcune intercettazioni ambientali.
In una di queste, Sempio commenta:
«Mi hanno fatto domande che io ho capito perché me le facevano. Comunque secondo me erano abbastanza dalla parte mia».
Questa registrazione, come altre, venne trascritta in maniera incompleta o fu addirittura omessa durante le prime fasi investigative. Oggi, invece, è stata recuperata e rivalutata dagli inquirenti, che hanno deciso di riaprire i fascicoli e ricontrollare punto per punto tutte le carte.
“Erano dalla mia parte”
Un’altra intercettazione riguarda la permanenza di Sempio a casa Poggi. La trascrizione ufficiale si interrompe con una frase troncata, lasciando irrisolta la spiegazione di Sempio. Il riascolto, invece, mostra che egli ribadisce lo stesso concetto: «Comunque secondo me erano abbastanza dalla mia parte».
Il giorno successivo, parlando con un amico, Andrea rafforza ancora di più la sua convinzione:
«Abbastanza dalla nostra parte, tra virgolette. Si vede che anche loro c’hanno voglia di finirla in fretta».
Parole che oggi risultano particolarmente significative, considerando che l’inchiesta non prevedeva perquisizioni, non disponeva l’analisi comparativa del DNA e limitava le intercettazioni a soli quindici giorni. Un periodo troppo breve per indagare a fondo su un omicidio tanto complesso.
La Procura di Pavia riapre il fascicolo
La Procura di Pavia, con il procuratore Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi, ha deciso di riprendere in mano quelle registrazioni. L’obiettivo è correggere errori, omissioni e verificare se ci siano stati condizionamenti o sottovalutazioni nelle fasi iniziali dell’inchiesta.
Il caso di Garlasco ha sempre avuto una grande risonanza mediatica, e queste nuove intercettazioni dimostrano che non tutto era stato riportato con la necessaria precisione. Si tratta di un passaggio fondamentale che potrebbe riaprire prospettive investigative rimaste in sospeso.
I dialoghi con il padre
Il 21 febbraio 2017, Sempio torna a parlare con il padre Giuseppe. In quell’occasione, quest’ultimo gli riferisce:
«L’unica cosa che ha detto Lovati è che gira voce da Tizzoni che è in fase d’archivio… però non sappiamo niente di preciso»..
Il riferimento è a Massimo Lovati, avvocato di Sempio, che in passato lo aveva descritto con parole dure, definendolo un «comunista disadattato». Tizzoni, invece, è il legale della famiglia Poggi, da sempre in prima linea per ottenere piena giustizia per Chiara.
I ricordi personali e il dolore per un amico
Accanto alle conversazioni intercettate, emergono anche monologhi di Andrea Sempio. Nei giorni precedenti, tra il 14 e il 16 febbraio, il giovane riflette più volte sul suicidio dell’amico Michele Bertani, trovato senza vita nel marzo 2016.
«Quello che era il mio più grande amico per anni, che siamo cresciuti insieme… dagli zero ai diciotto anni è stato il mio più grande amico, abbiamo fatto tutte le cavolate insieme», ricorda Sempio con nostalgia e dolore. Poi, con rabbia e incredulità, aggiunge: «Che ti impicchi a fare? Di tutte le cose che potevi fare nella tua vita, proprio impiccarti? Vattene in comunità, sarà dura ma almeno ne esci».
Queste parole mostrano un lato personale e fragile dell’indagato, lontano dalle dinamiche investigative, ma che restituisce l’immagine di un giovane provato da lutti e tensioni.
Un caso che non smette di far discutere
A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco rimane uno dei più controversi della cronaca italiana. Le nuove intercettazioni di Andrea Sempio, con frasi come «erano dalla nostra parte» e «vogliono finirla in fretta», sollevano interrogativi sulla serietà e completezza delle prime indagini.
Oggi, la riapertura del fascicolo e la revisione delle trascrizioni offrono una nuova occasione per fare chiarezza. Per la famiglia Poggi, che da anni chiede giustizia, ogni dettaglio ritrovato potrebbe rappresentare un passo avanti verso la verità.

