mercoledì, Ottobre 28

Israele, Netanyahu rimonta nello scrutinio: 56 seggi contro i 49 dell’opposizione

Le elezioni legislative in Israele prendono una nuova direzione con l’arrivo dei risultati parziali. Dopo i primi exit poll che indicavano un vantaggio per il blocco guidato da Gadi Eisenkot, lo scrutinio delle schede mostra ora il fronte vicino a Benjamin Netanyahu in testa con 56 seggi contro i 49 dell’opposizione. I dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale, aggiornati alle 7:43 ora locale del 28 ottobre, si riferiscono al 55,4% delle schede scrutinate.

Il quadro resta tuttavia aperto. Nessuno dei due schieramenti raggiunge autonomamente la soglia dei 61 seggi necessaria per disporre della maggioranza nella Knesset, il Parlamento israeliano. Secondo le proiezioni riportate nell’aggiornamento, i partiti arabi otterrebbero complessivamente 15 seggi, un dato che potrebbe risultare determinante negli equilibri parlamentari.

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Trump rivendica il merito della rimonta di Netanyahu

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sui social per commentare l’evoluzione della competizione elettorale. In un messaggio pubblicato su Truth, ha sostenuto che la situazione sarebbe cambiata radicalmente dopo il suo sostegno a Netanyahu.

«Quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro appare essere un’insperata rimonta», ha scritto Trump, descrivendo il risultato come una situazione di stallo o persino una vittoria per il premier israeliano. Il presidente statunitense ha attribuito questo cambiamento al proprio endorsement, affermando di volere il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti.

Si tratta della lettura politica proposta da Trump. I dati parziali disponibili mostrano il vantaggio del blocco di Netanyahu, ma non consentono ancora di stabilire quale sarà la composizione definitiva della Knesset né chi riuscirà a formare il prossimo governo.

Netanyahu: «È chiaro che il Likud è il partito più grande»

Il premier uscente ha mantenuto una posizione prudente in attesa del completamento dello scrutinio, sottolineando però il risultato del proprio partito. «Attesa, ma è chiaro che Likud è il partito più grande», avrebbe dichiarato Netanyahu, secondo quanto riportato nell’aggiornamento del Fatto Quotidiano.

Il risultato del Likud e quello complessivo dei blocchi politici rappresentano due elementi distinti della partita. Anche se un partito dovesse risultare il più rappresentato in Parlamento, la formazione di un esecutivo dipenderebbe dalla possibilità di raccogliere il sostegno necessario tra le diverse forze politiche.

La maggioranza resta incerta: decisivi i partiti arabi

Con 56 seggi attribuiti al blocco pro Netanyahu e 49 a quello dell’opposizione, nessuno dei due schieramenti raggiunge al momento i 61 seggi necessari per una maggioranza autonoma. Le forze politiche arabe, alle quali le proiezioni assegnano 15 seggi, potrebbero quindi assumere un ruolo importante nei successivi negoziati.

La distribuzione definitiva dei seggi e le posizioni che assumeranno i partiti dopo la conclusione dello scrutinio saranno decisive per comprendere quali alleanze potranno formarsi. Il vantaggio registrato dal fronte di Netanyahu rappresenta un cambiamento rispetto ai primi exit poll, ma non equivale ancora alla certezza di una maggioranza parlamentare.

Dagli exit poll ai risultati: una notte elettorale ancora aperta

La distanza tra le prime rilevazioni e i risultati parziali mostra quanto il quadro possa evolvere durante lo scrutinio. Gli exit poll diffusi la sera del 27 ottobre indicavano il blocco Eisenkot avanti con 52 seggi contro i 50 attribuiti a quello di Netanyahu. Con oltre metà delle schede scrutinate, la situazione appare invece favorevole al premier uscente.

Le elezioni arrivano dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e anni di conflitti, in un contesto segnato da forti divisioni politiche e sociali. Per Netanyahu il voto rappresenta un passaggio cruciale, mentre l’opposizione punta a costruire un’alternativa di governo.

La partita non è ancora conclusa: i dati riportati sono parziali e nessuno dei due blocchi dispone, al momento dell’aggiornamento, di una maggioranza autonoma. Saranno i risultati definitivi e le trattative successive al voto a chiarire se Netanyahu potrà restare alla guida del governo o se l’opposizione riuscirà a costruire una coalizione alternativa.