martedì, Agosto 11

“Non bastano più le parole”: la lettera a Giorgia Meloni

Un appello senza precedenti scuote il dibattito politico italiano: 35 ex ambasciatori, figure di spicco della diplomazia nazionale, hanno scritto una lettera aperta alla premier Giorgia Meloni chiedendo «l’immediato riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina».

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«Non bastano più le dichiarazioni, servono gesti concreti»

Nel testo, pubblicato dall’ANSA, i diplomatici affermano: «Ci sono momenti nella storia in cui non sono più possibili ambiguità né collocazioni intermedie. Questo momento è giunto per Gaza». Una presa di posizione netta, motivata dalle «flagranti violazioni dei diritti umani», dai «crimini di guerra e contro l’umanità» e dalla «costante inosservanza del diritto internazionale» da parte del governo israeliano, «di cui dovrà rispondere». Vediamo chi sono i firmatari e la richiesta nello specifico.

Gli ex ambasciatori denunciano inoltre le «inaccettabili restrizioni per l’accesso umanitario a Gaza» e la «riduzione a livelli minimi delle attività delle organizzazioni internazionali, sostituite da una sedicente fondazione umanitaria». Per loro, di fronte a eccidi e massacri di civili «non servono più le dichiarazioni, pur necessarie», ma «gesti politico-diplomatici concreti ed efficaci».

Le richieste alla premier Giorgia Meloni

Il documento elenca tre misure chiave:

  • Sospendere ogni rapporto e cooperazione nel settore militare e della difesa con Israele;
  • Sostenere in sede Ue ogni iniziativa che preveda sanzioni individuali contro ministri israeliani come Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, accusati di incoraggiare insediamenti illegali e violenze in Cisgiordania;
  • Unirsi alla linea europea per sospendere temporaneamente l’Accordo di associazione tra Israele e Ue.

Il passaggio più forte riguarda però il riconoscimento dello Stato di Palestina: «L’iniziativa da assumere con urgenza, di altissimo significato politico e tutt’altro che simbolica, è il riconoscimento nazionale dello Stato di Palestina, in vista della Conferenza internazionale sull’attuazione della soluzione due Stati».

«Due popoli, due Stati: non solo uno slogan»

Secondo i firmatari, questo atto dimostrerebbe che la prospettiva di due popoli e due Stati «non è uno slogan privo di senso compiuto», ma «un percorso negoziale da riprendere immediatamente». E precisano: «Le relazioni con Israele devono essere strettamente condizionate a questa prospettiva».

Chi sono i firmatari

Tra i 35 firmatari spiccano nomi come Pasquale Ferrara, Ferdinando Nelli Feroci, Stefano Stefanini, Rocco Cangelosi e Pasquale Quito Terracciano. Si tratta di ex direttori politici, ex rappresentanti permanenti presso la Ue e la Nato, ex consiglieri diplomatici a Palazzo Chigi e al Quirinale, nonché ex ambasciatori in Paesi strategici come Cina, Russia e Gran Bretagna.

La lettera si chiude con un richiamo ai principi costituzionali: «I lunghi anni spesi nel servizio diplomatico, nello spirito dell’articolo 11 della Costituzione, ci hanno spinto a rivolgerle questo appello, non potendo restare in silenzio di fronte alla sistematica negazione di tutto ciò in cui abbiamo creduto».