martedì, Agosto 4

Lago di Vico, ritrovato il corpo di Luigi Cavallari: dopo oltre un mese si chiudono le ricerche del marito della ministra Roccella

Si chiude nel modo più doloroso una vicenda che ha tenuto il Paese in attesa per oltre un mese. È stato ritrovato il corpo di Luigi Cavallari, 84 anni, marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella.

L’uomo risultava disperso nelle acque del lago di Vico, nel Viterbese, dal 27 giugno. Le ricerche, condotte senza interruzioni per settimane, si sono concluse nella giornata di martedì 4 agosto.

Cosa era accaduto il 27 giugno

Le acque scure e i canneti del lago di Vico, a illustrare le insidie dei fondali durante le ricerche di Luigi Cavallari

La dinamica di quella giornata era apparsa fin da subito nella sua tragica linearità. Cavallari si trovava in gita in barca sul lago insieme alla moglie quando si è tuffato in acqua per cercare refrigerio.

Da quel momento non è più riemerso. È stata la stessa ministra Roccella a dare immediatamente l’allarme, facendo scattare una vasta operazione di soccorso che nelle settimane successive ha coinvolto decine di specialisti.

La tempestività della segnalazione non è purtroppo bastata a evitare la tragedia, trasformando un pomeriggio estivo in una corsa contro il tempo.

La macchina dei soccorsi

Lo spiegamento di forze messo in campo dalle autorità ha mobilitato professionalità provenienti da tutta Italia, in condizioni operative particolarmente complesse fin dalle prime battute.

Il ritrovamento è avvenuto al termine di una lunga attività coordinata dai vigili del fuoco. Sul posto hanno operato i nuclei sommozzatori di diverse regioni, supportati da soccorritori acquatici, specialisti fluviali, topografi, droni e mezzi tecnologicamente avanzati per l’esplorazione dei fondali.

Le squadre hanno perlustrato palmo a palmo l’intera superficie del bacino, senza mai interrompere le manovre.

Perché le ricerche sono state così difficili

A complicare enormemente il lavoro sono state le caratteristiche stesse del lago di Vico. La visibilità sott’acqua è infatti estremamente ridotta, mentre i fondali, ricchi di fango, limo e alghe, tendono a nascondere qualsiasi elemento vi si depositi.

Per superare questi ostacoli le squadre hanno impiegato sonar e robot subacquei, verificando una a una tutte le anomalie segnalate dagli strumenti.

È stata proprio la combinazione tra pazienza operativa e tecnologia ad alta precisione a consentire, alla fine, di individuare il corpo dell’anziano nelle profondità del bacino.

Gli accertamenti e il cordoglio

La salma è stata recuperata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Nelle ore successive alla notizia si sono moltiplicati i messaggi di vicinanza alla ministra Eugenia Roccella e ai suoi familiari, rimasti per oltre un mese in attesa di un segnale dalle acque del lago viterbese.

Una vicenda che, oltre al dolore privato, lascia anche una riflessione sui rischi legati ai tuffi in acque interne, dove temperature e correnti possono presentare condizioni molto diverse da quelle attese, soprattutto nei mesi più caldi.