Il partito del generale Roberto Vannacci continua a fare proseliti tra gli amministratori locali della Lega. E questa volta il colpo è significativo: Futuro Nazionale porta a casa la prima carica istituzionale in provincia di Imperia, con il passaggio di Francesco Benza, vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Riva Ligure. Un nome che conosce bene il territorio, che ha costruito la sua carriera politica all’interno del Carroccio e che ora sceglie di lasciarlo per abbracciare il progetto del generale.

Non è un caso isolato. Il passaggio di Benza arriva a poche ore da quello di Daniele Ventimiglia, che aveva già abbandonato la Lega regalando a Vannacci il suo primo consigliere comunale. Due defezioni ravvicinate, nella stessa area geografica, che raccontano una tendenza sempre più visibile: quella di amministratori e dirigenti locali del Carroccio che guardano con crescente interesse al movimento del generale europarlamentare, vedendovi una casa politica più vicina alle proprie sensibilità e ai problemi concreti dei territori.
Vannacci stesso ha commentato la situazione con un post diretto e polemico, rispondendo alle testate che parlavano di una perdita di consensi per il suo partito: “Mentre le testate di Angelucci farneticano una perdita di consensi, Futuro Nazionale fa il pieno di amministratori locali”. Parole che fotografano la strategia del generale: costruire una base solida dal basso, attraverso chi già governa nei comuni e conosce le dinamiche reali del Paese.
Ma la storia non finisce con i passaggi di Benza e Ventimiglia. A rendere il quadro ancora più complicato per la Lega è ciò che è successo subito dopo, a Sanremo: una decisione che il partito di Salvini difficilmente avrebbe voluto dover prendere, e che racconta meglio di qualsiasi commento lo stato interno del Carroccio in questa zona del Paese. Quello che è emerso nelle ore successive merita di essere raccontato nel dettaglio.

















