sabato, Agosto 1

Liliana Resinovich, il fratello accusa: “Il suo movente”

Liliana Resinovich, il fratello accusa: «Visintin temeva di perdere i soldi, aveva un movente»

«Non ho mai creduto all’ipotesi del suicidio». A parlare è Sergio Resinovich, fratello di Liliana, la donna trovata morta nel gennaio 2022. Ora che Sebastiano Visintin, marito di Liliana, è ufficialmente indagato, Sergio rompe il silenzio e accusa: «Visintin aveva un movente forte. Senza di lei, avrebbe perso tutto».

«Mi disse: senza di lei, non ho più soldi per vivere»

Sergio racconta un episodio avvenuto tre giorni dopo la scomparsa della sorella: «Sebastiano mi chiamò per incontrarci nel suo laboratorio di coltelli. Quando salì in auto mi disse chiaramente: ‘Prendo 560 euro al mese di pensione, senza Lilly non riesco a vivere’. Prima ancora di chiedersi cosa fosse accaduto a mia sorella, pensava alla propria condizione economica».

 

resinovich

Secondo Sergio, Visintin aveva un motivo per voler mantenere il controllo su Liliana: «Senza di lei, addio alla sua vita fatta di viaggi, bici, saune, cene con amici. Non voleva perdere quella stabilità».

Contraddizioni, depistaggi e mancanza di chiarezza

Il fratello della vittima non risparmia critiche: «Ha partecipato a centinaia di trasmissioni, cambiando spesso versione. Per me è stato un modo per confondere le acque». E aggiunge: «Chiedo che si indaghi su tutti, anche sulla mia famiglia se serve. Ma Visintin non può restare fuori da tutto questo».

 

Il giorno della scomparsa e il ritrovamento

«Liliana l’ho vista una settimana prima. Si era fatta i capelli, sembrava felice. Il 14 dicembre le ho mandato un messaggio, nessuna risposta. Chiamai, mi rispose Sebastiano: disse che aveva lasciato il telefono a casa. Una cosa strana, lei era sempre precisa».

 

Alla sera, Visintin denunciò la scomparsa. «Mi feci mandare una foto per accertarmi fosse davvero lei. E poi iniziarono le domande».

«Era l’unico a voler far trovare il corpo»

Il corpo di Liliana fu ritrovato rannicchiato, in due sacchi, in un boschetto. Sergio precisa: «Lei in quel punto non ci andava d’inverno. Solo d’estate per fare foto. Ma se fosse rimasta scomparsa, per legge Sebastiano avrebbe dovuto attendere dieci anni per avere accesso ai suoi conti e alla pensione di reversibilità. L’unico con un vero interesse a farla ritrovare era lui».

Ora, con la nomina del nuovo PM e una consulenza che esclude il suicidio, il caso Resinovich sembra finalmente destinato a un nuovo capitolo. «Ho fiducia negli inquirenti», conclude Sergio. «La verità è più vicina».