domenica, Luglio 5

Omicidio Liliana Resinovich, Nuzzi: “Cosa penso di Visintin”

Omicidio Liliana Resinovich: Visintin indagato, nuova perizia cambia tutto

Trieste torna sotto i riflettori per una delle vicende più controverse degli ultimi anni: la morte di Liliana Resinovich. A distanza di oltre tre anni dal tragico ritrovamento del corpo, la Procura ha deciso di iscrivere Sebastiano Visintin, marito della vittima, nel registro degli indagati per omicidio volontario.

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Da suicidio a omicidio: la perizia che cambia tutto

Quando il corpo di Liliana venne trovato il 5 gennaio 2022, dopo 21 giorni dalla sua scomparsa, la prima autopsia parlò chiaramente di suicidio. Ma le ombre su quel referto non si sono mai dissolte. Ora una nuova perizia ribalta completamente lo scenario: sul corpo ci sarebbero lesioni compatibili con un’aggressione, non con un atto autoinflitto.

Da qui la riapertura delle indagini e un clamoroso sviluppo: il sequestro di oggetti sospetti nella casa di Visintin, tra cui forbici, lame e un maglione che potrebbe contenere tracce determinanti per le indagini.

Visintin in tv mentre il caso esplode

Nel frattempo, l’uomo ha continuato ad apparire sui media. Ha partecipato a trasmissioni, rilasciato interviste, persino pubblicato video di escursioni in bici. Tutto questo mentre la pressione attorno alla sua figura cresceva a dismisura.

resinovich

Secondo Gianluigi Nuzzi, conduttore di “Quarto Grado”, Visintin sarebbe “un narciso, attratto dai riflettori, pieno di contraddizioni e omissioni”. Un’immagine che si scontra con quella dell’uomo affranto e sofferente mostrata per anni in tv.

Il sospetto del fratello e l’intervento di Del Debbio

A gettare benzina sul fuoco anche le parole del fratello di Liliana, che in un’intervista ha detto chiaramente: “Indagate anche sui parenti di Visintin, sul figlio… Indagateci tutti, ma scoprite la verità”.

Durante “Dritto e Rovescio”, condotto da Paolo Del Debbio, Nuzzi ha aggiunto un’ulteriore bordata: “Abbiamo una magistratura che dopo tre anni dice: ‘Ci siamo sbagliati. Non era un suicidio, era omicidio’”. Un’affermazione che ha scatenato l’applauso in studio.

Un caso tutt’altro che chiuso

Visintin continua a proclamarsi innocente. Ma i nuovi elementi emersi, uniti alla perizia e alle contraddizioni mai chiarite, rischiano di stravolgere completamente il corso della giustizia.

Come finirà questo intricatissimo giallo? L’opinione pubblica si divide, ma una cosa è certa: qualcuno, prima o poi, dovrà pagare per la morte di Liliana Resinovich.