lunedì, Luglio 13

Garlasco, il legale di Sempio: “L’incubo diventa realtà, poi capisci che è tutta una farsa”

Garlasco, parla il legale di Andrea Sempio: “L’incubo diventa realtà”

All’inizio mi sono spaventato, queste notizie sono sempre eclatanti”. Così Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, ha commentato in diretta televisiva la recente indiscrezione sul sangue ritrovato sull’impronta 33 nella villetta dei Poggi. Ospite del programma Zona Bianca su Rete 4, Lovati ha ammesso il timore iniziale, definendolo un vero e proprio incubo.

Le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto 2007 a Garlasco, continuano a generare colpi di scena. La giovane fu trovata senza vita nella casa di famiglia. Per il delitto è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato Alberto Stasi, ma nuove piste investigative hanno portato l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, attualmente indagato.

L’impronta 33 e il nuovo fronte investigativo

L’impronta 33 è quella individuata sul muro delle scale che portano alla cantina, nel punto in cui fu trovato il corpo di Chiara. La nuova notizia diffusa nelle ultime ore riguarda la presenza di sangue su quella stessa impronta, aprendo scenari che potrebbero rimettere tutto in discussione.

È l’incubo che diventa realtà”, ha detto Lovati, “poi uno ci pensa, capisce che è tutta una farsa, un esercizio di alchimia”. Secondo l’avvocato, le ultime teorie fornite dagli investigatori sarebbero più che altro “esperimenti di trasformazione”, paragonabili a quelli degli alchimisti: “L’alchimia è una filosofia protoscientifica. Erano quelli che volevano trasformare i metalli vili in oro. Questi qua hanno fatto lo stesso”.

Quando ho capito questo, mi sono rallegrato”, ha concluso, evidenziando la propria fiducia nell’innocenza del suo assistito e nella mancanza di fondamento delle accuse.

Una vicenda ancora aperta

Il caso Garlasco, a distanza di oltre 18 anni, continua ad attirare l’attenzione mediatica e giudiziaria. Le nuove analisi, i test e le ipotesi si susseguono, ma il quadro appare ancora confuso. Le parole del legale di Sempio riaccendono i riflettori sul rischio di processi mediatici anticipati e sulla delicatezza delle accuse in casi di omicidio irrisolto o contestato.