La scossa è arrivata davvero dall’alto, ma non dalle stanze ufficiali della politica. A muovere gli equilibri è stata Marina Berlusconi, che ha deciso di intervenire sul futuro di Forza Italia, aprendo una fase che difficilmente potrà essere fermata.
Il primo segnale concreto è stato l’addio di Maurizio Gasparri alla guida del gruppo al Senato. Un passaggio che, al di là delle versioni ufficiali, rappresenta l’inizio di una ristrutturazione interna ben più ampia. Dietro le parole prudenti, emerge una linea politica precisa: riportare il partito su un’identità più liberale e autonoma, meno appiattita sugli equilibri della coalizione e meno subordinata a Fratelli d’Italia.
Ma il vero punto critico non è Gasparri. È Antonio Tajani. La sua leadership è oggi al centro di una partita delicatissima. Il cambio al Senato viene raccontato come una scelta dei parlamentari, ma il peso della famiglia Berlusconi e la regia di figure come Gianni Letta indicano chiaramente che il processo è tutt’altro che spontaneo. L’obiettivo è cambiare classe dirigente senza far esplodere il partito, evitando però uno scontro diretto con Giorgia Meloni, che continua a sostenere il segretario.