L’annuncio è arrivato in apertura del Tg1, subito dopo un Consiglio dei ministri convocato d’urgenza. Una risposta diretta all’aumento dei prezzi legato alle tensioni in Medio Oriente e alle criticità nello stretto di Hormuz.
Le tre mosse del governo contro il caro carburanti
La strategia dell’esecutivo si basa su tre interventi principali, che puntano a intervenire sia sul prezzo immediato sia sulle dinamiche di mercato.
| Misura | Descrizione | Obiettivo |
|---|---|---|
| Taglio accise | -25 centesimi al litro | Ridurre subito il prezzo alla pompa |
| Credito d’imposta | Aiuti agli autotrasportatori | Evitare rincari sui beni |
| Anti-speculazione | Prezzi legati al petrolio reale | Bloccare aumenti ingiustificati |
Secondo la premier, si tratta di un intervento necessario per impedire che le risorse pubbliche finiscano “nelle mani degli speculatori”.
Quanto si risparmia davvero
Il punto più rilevante è il taglio delle accise, che dovrebbe portare a una riduzione fino a 25 centesimi al litro. Ma quanto si traduce concretamente?
| Litri | Risparmio stimato |
|---|---|
| 20 litri | 5 € |
| 50 litri (pieno medio) | 12,5 € |
| 100 litri | 25 € |
Un intervento significativo nel breve periodo, anche se limitato nel tempo.
Durata limitata: solo 20 giorni
Il decreto prevede che il taglio delle accise sia temporaneo, con una durata iniziale di circa 20 giorni. Questo conferma che si tratta di una misura emergenziale, pensata per contenere i picchi di prezzo più immediati.
Il governo ha però lasciato aperta la possibilità di prorogare gli interventi nel caso in cui la crisi internazionale dovesse continuare.



















