giovedì, Agosto 13

“Parolisi potrà rifarsi una vita. Mia figlia no”: il grido di dolore del padre di Melania Rea

“Parolisi potrà rifarsi una vita. Mia figlia no”: il grido di dolore del padre di Melania Rea

«Provo una rabbia che mi fa impazzire. Quell’essere immondo potrà rifarsi una vita. Mia figlia, invece, non tornerà più».

Sono parole cariche di dolore e impotenza quelle pronunciate da Gennaro Rea, padre di Melania Rea, uccisa 14 anni fa a coltellate dal marito Salvatore Parolisi. Era il 18 aprile 2011 quando il corpo della 29enne fu ritrovato nel bosco di Colle San Marco, nel Teramano. Da allora, per la famiglia Rea, il tempo si è fermato.

Una ferita che non si rimargina

In un’intervista al Corriere della Sera, Gennaro Rea ha raccontato il peso quotidiano del lutto. «Chi uccide in quel modo, davanti alla propria figlia, non dovrebbe uscire più dal carcere», ha detto, commentando con rabbia il fatto che Parolisi, condannato a 20 anni, potrebbe tornare libero tra appena due anni.

 

Alla condanna non è mai stata applicata l’aggravante della crudeltà. «Cosa avrebbe dovuto subire ancora mia figlia per definire quel gesto crudele?», si chiede il padre. Melania fu uccisa con 35 coltellate. La figlia della coppia, ancora neonata, era poco distante dal luogo del massacro.

Giustizia cieca e condanne che non bastano

Secondo Rea, quello che manca in Italia è la certezza della pena. «Ogni giorno leggo di una donna uccisa da un uomo. Succede perché chi dovrebbe restare in carcere a vita, esce dopo pochi anni, magari per buona condotta. Ma che buona condotta può avere chi ha distrutto una famiglia?».

 

Per lui, Salvatore Parolisi è un uomo che non ha mai mostrato pentimento. «Non ha mai chiesto notizie di sua figlia, non ha mai scritto una parola di scuse. Non ha diritto di chiamarsi padre», ha detto. La bambina oggi è un’adolescente, cresciuta lontana dal padre biologico.

Una nipote che non lo riconosce

«Per lei è un estraneo», spiega il nonno. «È una ragazza giudiziosa, molto simile a sua madre. La guardo e rivedo Melania». Il dolore per la perdita non si è mai attenuato. Ogni anniversario è una ferita che si riapre. «La vita che ha spezzato non può essere dimenticata».

Un risarcimento che non basta

La sentenza ha previsto un risarcimento di due milioni di euro: uno per la famiglia Rea e uno per la figlia della coppia. Ma per il padre della vittima è solo un dettaglio: «Dovrà lavorare, dovrà pagare. Non faremo sconti». Ma nessuna cifra potrà mai restituire la presenza di Melania. «Lui potrà ricominciare. Noi no».