mercoledì, Agosto 5

Carburanti, Campi Flegrei e scuola: le misure del Cdm e la valanga di critiche sotto il post di Meloni

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di provvedimenti che tocca tre fronti molto sentiti: il costo dei carburanti, l’emergenza dei Campi Flegrei e le assunzioni nella scuola.

Ad annunciarli è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni attraverso i propri canali social. Ma è proprio lì, sotto quel post, che si è aperto il capitolo forse più interessante: oltre 6.200 commenti, in larghissima parte critici.

Cosa è stato approvato

Il primo capitolo riguarda le misure contro il caro carburanti, prorogate fino al 25 agosto. Un intervento che, secondo la premier, serve a contenere gli effetti dei rincari «in una fase internazionale ancora molto complessa».

Da quella data entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che il governo assicura di voler monitorare «con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento».

Il secondo pacchetto riguarda i Campi Flegrei, con nuove risorse destinate al sostegno delle famiglie colpite, alla messa in sicurezza degli edifici e al supporto ai Comuni nella gestione dell’emergenza.

Il terzo riguarda la scuola: autorizzate 46.642 assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico, di cui 10.810 insegnanti di sostegno, oltre a dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale ATA.

Il nodo del prezzo alla pompa

È però proprio sul primo punto che si concentra il grosso delle contestazioni. Il motivo è semplice: mentre il governo rivendica le misure di contenimento, il gasolio in numerosi distributori resta sopra i 2 euro al litro.

Il tema ricorre in decine di commenti. «Mi scusi eh… ma io la benzina la sto pagando sempre di più mica meno. 2,10 euro al litro non le sembra troppo?», scrive un’utente, chiedendosi se la premier si sia «mai trovata a fare un pieno».

Un altro utente solleva una questione tecnica ricorrente: «Sarebbe opportuno spiegare perché con il petrolio a 80 dollari il diesel costa oltre 2 euro». Concetto ripreso da chi aggiunge: «Il barile sta a 80 dollari, c’è qualcosa che non torna. Chi sta barando?».

Ricorrente anche il confronto con l’estero, con più di un commento che mette a paragone i prezzi italiani con quelli praticati in Spagna.

Il richiamo alla promessa sulle accise

Una parte consistente delle critiche riguarda la distanza percepita tra gli annunci elettorali e i provvedimenti adottati.

Diversi utenti richiamano l’impegno sull’abolizione delle accise, tema che aveva accompagnato la campagna elettorale del centrodestra. «Lasciamo stare le accise che dovevate “ABOLIRE”», scrive un docente, mentre altri contestano più genericamente il mancato rispetto delle promesse fatte agli elettori.

C’è poi chi allarga il campo, elencando in un unico commento i dossier aperti dal governo: dal prezzo dei carburanti alla sanità, dal debito pubblico alla politica estera.

Anche la scuola divide

Se le assunzioni potevano sembrare la parte meno controversa del pacchetto, anche su questo fronte sono arrivate osservazioni critiche.

Un insegnante scrive: «Io da anni come docenti e personale ATA vedo solo tagli, per non parlare dei tagli di quest’anno». Un altro utente contesta invece una voce specifica dell’elenco, chiedendo perché lo Stato debba retribuire i docenti di religione e proponendo di sostituire quell’insegnamento con un corso di educazione finanziaria: «Questi ragazzini non sanno neanche cosa sono i soldi e ormai gira tutto intorno a questo».

Un termometro, con i suoi limiti

Va detto che, accanto alle contestazioni di merito, sotto il post compaiono numerosi commenti dal tono personale e in diversi casi apertamente offensivo, che poco aggiungono al confronto politico.

Ed è opportuna un’altra precisazione: i commenti sotto un post istituzionale non costituiscono un campione rappresentativo dell’opinione pubblica. Le piattaforme social premiano le reazioni polarizzate e chi commenta è quasi sempre chi ha qualcosa da contestare, mentre chi approva raramente si prende la briga di scriverlo.

Restano però due dati oggettivi che spiegano la temperatura della discussione: il prezzo alla pompa che non scende e una promessa elettorale, quella sulle accise, che continua a essere richiamata a distanza di anni.

Il vero banco di prova, in ogni caso, arriverà il 25 agosto, quando il ritorno del meccanismo delle accise mobili riporterà la questione al centro del dibattito. E allora si vedrà se le misure annunciate produrranno effetti percepibili al distributore o se il malumore raccolto in queste ore è destinato a crescere ancora.