sabato, Luglio 11

Morte Pippo Baudo: Katia Ricciarelli al veleno, “Dovete sapere di lei”

Cos’ha fatto – L’eredità di Pippo Baudo e le parole di Katia Ricciarelli sulla segretaria Dina Minna

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La scomparsa di Pippo Baudo, icona indiscussa della televisione italiana, ha lasciato un vuoto enorme non solo nel mondo dello spettacolo, ma anche nella vita delle persone che gli sono state vicine per decenni. Come spesso accade quando viene aperto un testamento di una figura tanto amata e conosciuta, le discussioni sull’eredità non si sono fatte attendere. In questo caso, a far discutere è stata soprattutto la presenza di Dina Minna, storica segretaria e collaboratrice del conduttore, tra i beneficiari.

A pochi giorni dalla lettura delle ultime volontà, è stata Katia Ricciarelli, ex moglie di Baudo, a intervenire con dichiarazioni forti, affidate a un’intervista rilasciata al Messaggero.

La celebre soprano ha voluto raccontare la sua amarezza per non aver potuto salutare per l’ultima volta quello che è stato il suo compagno di vita per quasi vent’anni, e ha puntato il dito proprio contro la segretaria, accusandola di aver “filtrato” i contatti con il presentatore negli ultimi anni.

Un matrimonio lungo e un rapporto mai del tutto interrotto

Katia Ricciarelli e Pippo Baudo si erano sposati nel 1986, in un matrimonio che allora fece sognare il pubblico. La loro unione durò ufficialmente fino al divorzio, arrivato nel 2007, ma come ha raccontato la cantante lirica, la storia si era chiusa già nel 2004. Nonostante la fine del matrimonio, il legame umano tra i due non si era mai spezzato del tutto.

«Il nostro è stato un matrimonio che è durato diciott’anni, dal 1986 al 2004. Sono tanti. E anche dopo il divorzio siamo rimasti in contatto», ha ricordato Ricciarelli. La soprano, oggi 79enne, ha voluto sottolineare come non abbia mai chiesto nulla all’ex marito dal punto di vista economico, scegliendo una strada di indipendenza personale e professionale.

 

Nessun diritto sull’eredità, ma tanta amarezza

Sul piano legale, Ricciarelli non ha mai messo in discussione l’assenza del suo nome tra gli eredi. Il divorzio, infatti, scioglie il vincolo matrimoniale e interrompe ogni diritto successorio. «Naturalmente non ne avevo diritto», ha spiegato. Tuttavia, ciò che l’ha colpita profondamente è stata la sensazione di essere stata tenuta ai margini, soprattutto negli ultimi istanti della vita di Baudo.

«Non avrei mai immaginato che mi fosse preclusa la possibilità di salutarlo per un’ultima volta», ha raccontato con commozione. La notizia della morte di Baudo, avvenuta il 16 agosto, le è arrivata tramite messaggi di condoglianze da amici e colleghi, e non attraverso un contatto diretto da parte delle persone che gli erano più vicine.

L’eredità da 10 milioni e il ruolo della segretaria.

Il patrimonio di Pippo Baudo è stato stimato attorno ai 10 milioni di euro. Nel testamento, la cifra è stata suddivisa tra i due figli, Tiziana e Alessandro, e la segretaria Dina Minna. È proprio quest’ultima la figura più discussa, perché la sua presenza tra gli eredi ha acceso il dibattito.

Secondo Ricciarelli, la segretaria avrebbe avuto negli ultimi anni un ruolo quasi esclusivo nella vita del presentatore, fino a diventare una sorta di “guardiana” dei suoi rapporti. «Molti amici comuni si lamentavano con me perché non riuscivano più a mettersi in contatto con lui», ha dichiarato.

Dal punto di vista della cantante lirica, non sarebbe stato giusto che una collaboratrice fosse equiparata ai figli di sangue: «Che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli Tiziana e Alessandro non mi sembra giusto. Non mi risulta che per lei Pippo fosse come un padre: e allora i figli veri cosa dovrebbero dire?».

L’indipendenza economica di Katia Ricciarelli

Durante lo sfogo, la soprano ha ribadito con forza di non aver mai vissuto all’ombra economica dell’ex marito. Ha ricordato che già al momento del matrimonio avevano scelto la separazione dei beni e che, dopo il divorzio, non aveva mai percepito assegni di mantenimento.

«Ho sempre preferito avere un’indipendenza economica: lavoro da una vita e non ho bisogno di nulla», ha dichiarato. Poi, con un pizzico di ironia amara, ha aggiunto: «Se tutte le segretarie sono trattate così, forse ho sbagliato mestiere».

L’ultimo incontro e il rimpianto

Uno dei momenti più toccanti del racconto di Ricciarelli riguarda l’ultimo incontro con Baudo. Risale al 2019, all’Arena di Verona. Un abbraccio silenzioso, senza parole, che per lei è diventato un ricordo prezioso. «Con lui c’era anche lei», ha specificato, riferendosi ancora una volta alla segretaria.

 

Il dolore più grande, però, resta quello di non aver potuto dargli un ultimo saluto. Alla camera ardente, dove ha incontrato Dina Minna, la soprano ha confessato di averle detto soltanto: «Mi aspettavo una telefonata». Una frase che racchiude tutto il rimprovero e la delusione accumulata. La risposta? Nessuna.

Un’eredità che va oltre il denaro

Questa vicenda dimostra come le questioni ereditarie non si riducano mai soltanto a numeri e patrimoni. Nel caso di Pippo Baudo, l’eredità è anche e soprattutto affettiva. È fatta di rapporti, di ricordi, di legami spezzati e di tensioni rimaste irrisolte.

 

Il re della televisione italiana, che ha segnato un’epoca con la sua presenza sul piccolo schermo, lascia dietro di sé non solo un patrimonio economico, ma anche un’eredità umana complessa, che ancora oggi suscita discussioni e polemiche.

Una vicenda destinata a far parlare

Le parole di Katia Ricciarelli hanno acceso i riflettori su una situazione delicata, che probabilmente continuerà a far discutere. La figura di Dina Minna, da decenni al fianco di Baudo come assistente, è oggi al centro di un acceso dibattito: da un lato la fedeltà e la vicinanza dimostrate negli anni, dall’altro le accuse di aver isolato il conduttore dai suoi affetti più cari.

Quel che è certo è che la storia dell’eredità di Pippo Baudo non si esaurisce con la semplice divisione dei beni. Si intreccia con emozioni, rancori e memorie personali che, inevitabilmente, resteranno parte del ricordo collettivo di chi lo ha amato.