domenica, Luglio 12

Macron contro Meloni sul caso Quentin Deranque: tensione diplomatica tra Francia e Italia

La morte di Quentin Deranque, il 23enne militante di estrema destra ucciso a Lione la scorsa settimana, travalica i confini francesi e si trasforma in un caso diplomatico tra Parigi e Roma. A innescare la tensione è stato un post della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva definito l’omicidio «una ferita per l’intera Europa».
 

Da Nuova Delhi, dove si trova in visita ufficiale, il presidente francese Emmanuel Macron ha replicato con parole che hanno immediatamente acceso il dibattito politico: «Resto sempre colpito nel vedere persone che sono nazionaliste, che non vogliono essere disturbate a casa loro, ma che sono sempre le prime a commentare quello che succede a casa degli altri».

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Il caso Quentin Deranque

Deranque è stato ucciso a margine di una contestazione legata a una conferenza stampa di Rima Hassan, eurodeputata de La France Insoumise. Secondo le ricostruzioni, il giovane sarebbe stato aggredito da individui a volto coperto insieme ad altri militanti presenti sul posto.

L’episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica francese e alimentato uno scontro politico interno, con accuse incrociate tra destra e sinistra radicale.

Nove fermi e indagini in corso

Al momento sono nove le persone ancora in stato di fermo nell’ambito dell’inchiesta. Tra loro figurano due collaboratori parlamentari e un ex stagista di Raphaël Arnault, deputato de La France Insoumise e co-fondatore della Jeune Garde, gruppo antifascista sciolto lo scorso anno dal governo francese.

Il partito della sinistra radicale è finito al centro delle polemiche per presunti legami con ambienti militanti, anche se le responsabilità individuali restano tutte da accertare in sede giudiziaria.

Manifestazioni e rischio scontri a Lione

Per sabato è prevista una manifestazione in memoria di Deranque a Lione, organizzata dal gruppo Génération Pro-Vie, noto per le sue posizioni antiabortiste. In contemporanea è stato indetto un raduno antifascista, facendo temere possibili scontri.

Il sindaco di Lione, l’ecologista Grégory Doucet, ha chiesto il divieto della manifestazione per motivi di ordine pubblico. I genitori del giovane hanno annunciato che non parteciperanno al corteo e hanno lanciato un appello alla calma.

Uno scontro che diventa europeo

La replica di Macron segna un passaggio politico delicato. Se da un lato la premier italiana ha voluto esprimere una posizione di condanna della violenza, dall’altro l’Eliseo ha letto l’intervento come un’ingerenza in una vicenda interna francese.

Il caso Deranque, nato come fatto di cronaca giudiziaria, si è così trasformato in un episodio con risvolti diplomatici, riaccendendo il confronto tra sovranità nazionale, libertà di espressione politica e rapporti tra governi europei.