domenica, Luglio 5

Nuova forte scossa ai Campi Flegrei: cresce la paura, si valuta lo stato d’emergenza

 

Leggi anche:Frana sulla spiaggia in Italia: crolla un costone roccioso tra ombrelloni e bagnanti​

Leggi anche:Montecatini, si schianta con la moto contro un camper in A11: muore a 21 anni

Leggi anche:Giallo di Pietracatella, tre persone sotto la lente e nuovi testimoni: le indagini sulla morte di madre e figlia

Nuova forte scossa ai Campi Flegrei: cresce la paura, si valuta lo stato d’emergenza

La terra torna a tremare nei Campi Flegrei: magnitudo 4.4 sentita anche a Napoli

 

Lunedì 13 maggio, alle 12:08, un terremoto di magnitudo 4.4 ha scosso la zona dei Campi Flegrei, un’area vulcanica ad alta pericolosità situata a ovest di Napoli. Si tratta di uno degli eventi sismici più forti registrati nella zona negli ultimi anni, e ha generato grande preoccupazione tra la popolazione locale. Il sisma è stato avvertito nitidamente anche nella città di Napoli, causando scene di panico, l’evacuazione di edifici pubblici e l’interruzione dei trasporti ferroviari.

Il terremoto, secondo quanto riportato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), è stato solo uno dei tanti eventi che hanno interessato l’area nella giornata, con almeno 35 scosse registrate nel giro di poche ore. Lo sciame sismico, iniziato nelle prime ore del mattino, si è intensificato nel corso della giornata, generando timori crescenti tra i cittadini e nelle autorità locali.

Un territorio fragile: cosa succede ai Campi Flegrei?

I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica che comprende comuni come Pozzuoli, Bacoli e parte del quartiere napoletano di Bagnoli. È una delle caldere vulcaniche più sorvegliate al mondo, nota per la sua attività bradisismica, ovvero l’innalzamento e l’abbassamento del suolo dovuto ai movimenti magmatici nel sottosuolo.

Negli ultimi anni, l’area ha visto un costante aumento dell’attività sismica e del sollevamento del suolo. Questo fenomeno, che non è accompagnato da eruzioni, è però indicativo di un’intensa attività geotermica e può causare danni strutturali agli edifici, oltre a generare ansia nella popolazione.

Secondo i geologi, la scossa di lunedì è da collegare proprio a questa dinamica bradisismica, che da mesi si manifesta con episodi sempre più frequenti e intensi. Già a marzo si era verificata una scossa di magnitudo 4.6, la più forte registrata nella zona da oltre 40 anni.

Scuole e università evacuate, treni sospesi

Subito dopo la scossa principale delle 12:08, le autorità hanno disposto l’evacuazione di numerosi edifici pubblici, tra cui scuole, università e uffici. A Pozzuoli, molti studenti sono stati fatti uscire in fretta dagli istituti scolastici, mentre a Napoli l’Università Federico II e la Parthenope hanno sospeso temporaneamente le attività didattiche.

Anche il servizio ferroviario ha subito rallentamenti e interruzioni. I treni della linea Cumana, molto utilizzata dai pendolari tra Napoli e i comuni flegrei, sono stati bloccati per verifiche tecniche. La circolazione è stata ripristinata solo in serata, dopo gli accertamenti di sicurezza.

Molti cittadini, presi dal panico, si sono riversati per strada. In alcuni quartieri di Pozzuoli e Bacoli si sono registrate scene di forte agitazione, con persone in fuga dai palazzi, timorose di possibili crolli. Fortunatamente, al momento non si segnalano danni gravi a persone o strutture, anche se i controlli sono ancora in corso.

Il Governo valuta lo stato di emergenza

Alla luce della crescente attività sismica e della forte preoccupazione tra la popolazione, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha presieduto un vertice d’urgenza a Roma nel pomeriggio. Al termine dell’incontro, ha dichiarato che «è necessario avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale» per l’area dei Campi Flegrei.

Questa misura, se confermata, permetterebbe di mobilitare risorse economiche e operative straordinarie, accelerare gli interventi infrastrutturali e migliorare la gestione dell’emergenza sul territorio. Inoltre, verrebbero potenziati i sistemi di monitoraggio e allerta per garantire una risposta più rapida ed efficace in caso di nuovi eventi sismici significativi.

Musumeci ha sottolineato l’importanza di intervenire tempestivamente per tutelare i cittadini e ha invitato le amministrazioni locali a mantenere alta l’attenzione, aggiornando costantemente i piani di protezione civile.

La risposta delle autorità locali

I sindaci dei comuni colpiti hanno lanciato appelli alla calma, pur esprimendo la propria preoccupazione per l’intensità del fenomeno. Il primo cittadino di Pozzuoli, Gigi Manzoni, ha dichiarato: «La situazione è sotto controllo, ma serve un intervento strutturale dello Stato. Da tempo chiediamo più risorse per la sicurezza e la prevenzione. La nostra comunità vive da anni con l’ansia di una possibile escalation dell’attività sismica».

Anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha parlato della necessità di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici e per la formazione della popolazione su come comportarsi in caso di terremoto. «Serve un piano d’azione concreto per affrontare l’emergenza Campi Flegrei – ha detto – e una strategia di medio-lungo periodo».

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni?

Secondo gli esperti, è probabile che l’attività sismica continui anche nei prossimi giorni. Gli sciami bradisismici, per loro natura, possono durare settimane o mesi, alternando fasi più intense ad altre più tranquille. Tuttavia, al momento, non ci sono segnali che indichino un’eruzione imminente del vulcano.

Il Dipartimento della Protezione Civile e l’Osservatorio Vesuviano hanno intensificato il monitoraggio dell’area, con strumenti di rilevazione sempre più sofisticati e aggiornamenti in tempo reale. Le autorità invitano la popolazione a seguire solo le fonti ufficiali e a non diffondere fake news che possano alimentare il panico.