domenica, Luglio 12

“Ora tocca a lui”: Alessandro Sallusti, la notizia è ufficiale

Nel panorama dell’editoria italiana legata all’area di centrodestra si apre una fase di possibili nuovi equilibri interni, tra direttori, testate e assetti editoriali che da anni si intrecciano in un continuo scambio di ruoli.

Un sistema fluido, in cui le direzioni dei principali quotidiani vengono spesso ridisegnate seguendo logiche politiche, editoriali e imprenditoriali.

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Al centro dell’attenzione c’è ora il futuro della direzione di Libero, con l’ipotesi di un cambio ai vertici che potrebbe riportare in scena uno dei nomi più noti del giornalismo italiano. Un movimento che si inserisce in un più ampio riassetto delle testate riconducibili al gruppo editoriale della famiglia Angelucci.Leggi anche: “Mattarella rimbambito?” Sallusti-magistrato, scoppia lo scontro in diretta

L’ipotesi cambio alla direzione di Libero

Secondo quanto riportato da Il Foglio, il direttore Mario Sechi potrebbe lasciare a breve la guida del quotidiano Libero, incarico assunto nel 2023 dopo l’esperienza come portavoce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nello scenario delineato, gli editori del gruppo Angelucci starebbero valutando un ritorno di Alessandro Sallusti alla direzione del quotidiano. Un’ipotesi che riporterebbe il giornalista in una delle testate simbolo del gruppo, dopo una serie di passaggi che negli ultimi anni hanno ridisegnato più volte gli assetti editoriali dell’area.

Il possibile avvicendamento si inserisce in una fase in cui il gruppo editoriale che controlla Libero, Il Giornale e Il Tempo sta ridefinendo equilibri e direzioni tra le proprie testate.

Il risiko dei direttori nel centrodestra

Negli ultimi anni, il sistema delle direzioni nei quotidiani dell’area conservatrice ha vissuto una fase di forte rotazione. Sallusti era passato da Libero a Il Giornale, lasciando poi la guida a Tommaso Cerno, proveniente a sua volta da Il Tempo.

Successivamente lo stesso Sallusti ha lasciato la direzione per intraprendere nuove collaborazioni editoriali, tra cui un contratto con il progetto online Politico Quotidiano di Nicola Porro, continuando nel frattempo le sue collaborazioni con altri quotidiani come La Verità.

Parallelamente, il giornalista risulta oggi indicato anche tra i possibili protagonisti di un progetto televisivo legato a Mediaset, segno di una presenza mediatica che si estende tra stampa e televisione.

Le posizioni di Sechi e il rapporto con il governo

L’eventuale uscita di Mario Sechi da Libero non sarebbe priva di significati politici e culturali. Il direttore è infatti considerato una figura vicina all’area di governo, apprezzata da ambienti istituzionali e politici del centrodestra.

Nel corso della sua carriera, Sechi ha ottenuto stima da diversi esponenti politici, tra cui la stessa premier Giorgia Meloni, che lo aveva chiamato a Palazzo Chigi per un ruolo di portavoce. Anche figure di rilievo di Fratelli d’Italia, come il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, vengono indicate tra i suoi interlocutori più attenti.

Il direttore è inoltre spesso ospite di programmi televisivi e reti generaliste, tra cui La7, a conferma di una presenza costante nel dibattito politico-mediatico nazionale.

Le tensioni nel gruppo editoriale Angelucci

Il possibile riassetto non riguarda solo le singole direzioni, ma anche gli equilibri interni al gruppo editoriale guidato da Antonio Angelucci, imprenditore e deputato della Lega.

Negli ultimi mesi, all’interno del partito sarebbero emerse alcune perplessità rispetto alla linea editoriale adottata da alcune testate del gruppo, con segnalazioni su un presunto trattamento non sempre favorevole nei confronti della formazione politica guidata da Matteo Salvini.

Queste tensioni si inseriscono in un contesto più ampio, in cui i giornali del gruppo Angelucci rappresentano un nodo centrale nella comunicazione politica dell’area di centrodestra, ma anche un terreno di confronto tra sensibilità diverse.

Un equilibrio ancora da definire

Al momento non vi sono conferme ufficiali sul cambio alla direzione di Libero, ma il quadro delineato evidenzia un sistema editoriale in continua evoluzione, dove i ruoli dei direttori sono strettamente legati agli equilibri politici e alle strategie dei gruppi proprietari.

L’eventuale ritorno di Alessandro Sallusti e la possibile uscita di Mario Sechi rappresenterebbero l’ennesimo tassello di un mosaico mediatico in movimento, in cui giornali, televisioni e piattaforme digitali continuano a intrecciarsi con la politica italiana, ridisegnando periodicamente assetti e protagonisti del dibattito pubblico.