Papa Leone XIV, il fratello rompe il silenzio dagli Stati Uniti:
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La nomina di un nuovo Papa rappresenta sempre un evento di portata globale.
Quando il conclave annuncia al mondo il nome del successore di Pietro, le emozioni si accendono non solo in Vaticano, ma anche in ogni angolo del pianeta. Il mondo cattolico si ferma, i fedeli si raccolgono in preghiera e si aprono discussioni su ogni dettaglio, a partire dal nome scelto fino alla biografia del nuovo Pontefice. In mezzo a tanta solennità, spesso sono i familiari del nuovo Papa – persone comuni, lontane dai riflettori – a offrire un’immagine più vera e toccante del protagonista del momento.
È esattamente quanto è accaduto nei giorni successivi all’elezione del nuovo Papa, Leone XIV, che succede a Papa Francesco sul soglio pontificio. A riportare uno sguardo intimo e personale sul nuovo Pontefice è stato suo fratello maggiore, John Prevost, intervenuto dai sobborghi di Chicago per raccontare le emozioni vissute dalla famiglia in questo momento storico.
“Non riuscivamo a crederci”: la reazione della famiglia da Chicago
John Prevost, 71 anni, ex preside di una scuola cattolica, ha parlato con commozione ai media locali statunitensi, descrivendo il momento in cui la famiglia ha appreso la notizia dell’elezione. “Ero al telefono con mia nipote – ha raccontato – e ci sembrava impossibile. Poi sono iniziati ad arrivare messaggi, chiamate, notifiche da ogni dispositivo: cellulare, iPad, telefono di casa… Era un turbine di emozioni”. Un entusiasmo comprensibile, visto che il nuovo Vescovo di Roma è suo fratello minore.
Entrambi sono cresciuti nella zona sud di Chicago, in un ambiente semplice ma ricco di valori. La loro era una famiglia americana di origini modeste, ma molto unita. Il padre lavorava nel settore dell’istruzione come sovrintendente scolastico, mentre la madre era bibliotecaria. Tre figli, ognuno dei quali sembrava avere ben chiaro fin da piccolo quale sarebbe stato il proprio cammino. “È curioso – ha detto John – ma sin da bambini, sapevamo cosa volevamo diventare. E non abbiamo mai cambiato idea”.
Un’infanzia americana tra fede, valori e passioni sportive
Il racconto di John Prevost ci restituisce non solo l’immagine del nuovo Papa come figura religiosa, ma anche quella di un uomo con una vita comune, fatta di famiglia, scuola e passioni. E una delle passioni più radicate del futuro Leone XIV era – e probabilmente rimane – lo sport. Ma non si tratta del calcio, come si potrebbe pensare per un Papa abituato al contesto europeo. Il suo cuore batte per il baseball, e più precisamente per i Chicago White Sox, squadra storica del South Side della città.
“È sempre stato un tifoso dei Sox”, ha detto John. “Una scelta per nulla scontata in casa nostra”. Infatti, le simpatie sportive in famiglia erano piuttosto distribuite: la madre tifava per i Chicago Cubs, storici rivali dei Sox, mentre il padre simpatizzava per i St. Louis Cardinals. Le zie, per lo più residenti nella parte nord della città, erano quasi tutte sostenitrici dei Cubs. “Era un derby continuo anche in casa”, ha ricordato sorridendo.
Questa curiosa informazione ha fatto subito il giro dei social e dei media. I Chicago White Sox, pronti a capitalizzare sull’inaspettata pubblicità, hanno pubblicato un post sul social X con la foto di un cartello apparso allo stadio: “Ehi Chicago, è un tifoso dei Sox”. Un chiaro riferimento al nuovo Papa. Non da meno, i Cubs hanno risposto poco dopo con un messaggio proiettato sul tabellone del Wrigley Field, creando un simpatico siparietto mediatico.
Il nome Leone XIV: un consiglio fraterno non seguito
Uno degli aspetti più simbolici dell’elezione papale è la scelta del nome. Ogni Papa, nel momento in cui accetta l’incarico, sceglie un nome che rappresenti la visione del suo pontificato. In questo caso, il nuovo Pontefice ha scelto il nome “Leone XIV”, richiamando una lunga tradizione storica. Tuttavia, come ha rivelato John, non tutti in famiglia erano convinti di quella decisione.
“Gli avevo suggerito di non scegliere quel nome”, ha detto John Prevost. “Mi sembrava troppo ‘forte’, troppo regale. Ma ovviamente ha fatto di testa sua. E va bene così”. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore strato umano alla vicenda: anche i futuri Papi, a quanto pare, ricevono consigli dai fratelli… e li ignorano, come accade in ogni famiglia.
Un Papa che porta con sé Chicago, la famiglia e la normalità
Il racconto di John Prevost ha permesso di tracciare un ritratto più profondo del nuovo Papa. Non solo un uomo di fede, non solo il successore di Francesco, ma anche un fratello affettuoso, un tifoso appassionato, un figlio della working class americana cresciuto tra libri, scuola e partite di baseball.
In lui convivono le radici della periferia di Chicago e le aspirazioni spirituali che l’hanno guidato fino alla Città Eterna. Una combinazione che molti osservatori hanno già definito “rivoluzionaria nella continuità”. Con la scelta del nome Leone XIV, egli non solo guarda alla storia della Chiesa, ma anche alla propria storia personale, fatta di affetti e di appartenenze locali.
Un futuro da costruire, una Chiesa da guidare
Ora che ha assunto ufficialmente il ruolo di Pontefice, Papa Leone XIV sarà chiamato a guidare la Chiesa cattolica in un’epoca complessa, segnata da sfide globali, tensioni religiose e transizioni sociali profonde. Ma se è vero che il passato plasma il futuro, allora il bagaglio di umanità, esperienza e semplicità che porta con sé potrebbe essere la sua risorsa più preziosa.
Non resta che attendere i primi gesti, i primi discorsi, e le prime decisioni del nuovo Papa. Intanto, da Chicago a Roma, una famiglia osserva con orgoglio e una punta di incredulità un proprio figlio salire sul trono più antico e simbolico del mondo occidentale. E chissà, forse tra una benedizione e l’altra, Papa Leone XIV continuerà a tenere d’occhio i risultati dei White Sox.

