lunedì, Agosto 3

Terremoto ai Campi Flegrei, task force anti sciacallaggio a Pozzuoli: scatta il primo arresto

Dopo la violenta scossa di venerdì scorso, sull’area flegrea si allunga un’altra ombra: quella dello sciacallaggio. Con decine di appartamenti sfollati e residenti costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, il rischio di furti e atti vandalici è tutt’altro che un’ipotesi teorica.

Da qui la decisione della questura di Napoli, che per arginare il fenomeno sul nascere ha disposto un’apposita task force. E i primi risultati non si sono fatti attendere.

Il controllo in via Campana

A entrare in azione sono stati i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale, impegnati nel servizio anti sciacallaggio predisposto dopo il sisma.

L’intervento è scattato poco prima delle 21 all’incrocio tra via Campana e via Alfonso Artiaco, a Pozzuoli, dove gli agenti hanno notato un uomo che si aggirava in strada con un atteggiamento sospetto.

Alla vista della volante il soggetto ha tentato di non farsi notare, ma il tentativo è fallito quasi immediatamente.

Era già ai domiciliari

Bloccato e identificato, si è scoperto trattarsi di un cinquantacinquenne pregiudicato, già noto alle forze dell’ordine proprio per reati contro il patrimonio.

Dagli accertamenti è emerso subito un elemento decisivo: l’uomo si trovava già sottoposto agli arresti domiciliari, misura che aveva violato senza alcuna autorizzazione.

Ha provato ad accampare delle scuse per giustificare l’allontanamento dal proprio domicilio, ma anche questo tentativo si è rivelato inutile. Chiarito il quadro indiziario, sono scattate nuovamente le manette.

Dopo una notte in camera di sicurezza, il cinquantacinquenne si trova ora in attesa di essere processato per direttissima.

Il contesto: perché il rischio è concreto

La preoccupazione delle autorità non nasce dal nulla. Dopo la scossa di magnitudo 4.7 — la più forte mai registrata nell’area — numerose palazzine sono state gravemente danneggiate e molte famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case.

Le richieste di sopralluogo sono state quasi 600, con dieci edifici finora dichiarati inagibili. Un patrimonio abitativo temporaneamente vuoto che, in situazioni di emergenza, diventa purtroppo un bersaglio potenziale.

Un segnale al territorio

Proprio per questo la presenza sul territorio è stata rafforzata con controlli serrati, soprattutto nelle ore notturne e nelle zone dove si concentrano gli immobili evacuati.

Il messaggio che le forze dell’ordine intendono lanciare è chiaro: su un’area già duramente provata dal bradisismo, la presenza dello Stato non verrà meno.

Nel frattempo proseguono le attività di assistenza alla popolazione, con l’emergenza sfollati che resta uno dei nodi principali da gestire nelle prossime settimane.