venerdì, Agosto 7

Pradamano, tre 13enni vendono limonata ai passanti: la polizia locale a casa di uno di loro. Parla il Comune

Un banchetto di limonata, caffè e dolci allestito da tre ragazzini di 13 anni si è trasformato, nel giro di poche ore, in un caso nazionale. È accaduto a Pradamano, in provincia di Udine, dove la vicenda ha acceso un acceso dibattito sui social prima di essere ridimensionata da una nota ufficiale del Comune.

Al centro della storia, l’intervento della Polizia locale a casa di uno dei tre minori: un episodio raccontato inizialmente in termini allarmati, ma che l’amministrazione ha poi chiarito nei suoi contorni reali.

Cosa è successo a Pradamano

Nei giorni scorsi tre coetanei avevano venduto ai passanti limonata fresca, caffè e piccoli dolci, senza le autorizzazioni previste per la somministrazione di alimenti. Un’iniziativa tipicamente estiva e di per sé innocua, che però ha generato una segnalazione per presunta somministrazione di cibi e bevande priva dei necessari requisiti igienico-sanitari.

La Polizia locale è così intervenuta il 4 agosto, recandosi all’abitazione indicata. All’arrivo degli agenti, però, non c’erano né banchetti né ragazzi intenti a vendere: sul posto è stato trovato soltanto il padre di uno dei tre minori.

Il colloquio con il genitore

Gli agenti hanno spiegato al padre la necessità dei permessi per la somministrazione di alimenti e i possibili rischi igienico-sanitari legati alla vendita di cibi e bevande, soprattutto in un periodo di temperature molto elevate. Il colloquio, durato circa venti minuti, si è svolto esclusivamente con il genitore.

Nessuna multa, denuncia o ammonimento è stato contestato ai tre ragazzini. Un dettaglio decisivo, che ridimensiona la ricostruzione circolata nelle prime ore.

La precisazione del Comune: “Rappresentazione fortemente parziale”

Di fronte alla forte risonanza mediatica, il Comune di Pradamano e la Polizia locale sono intervenuti con una nota per chiarire l’accaduto. L’intervento, hanno spiegato, ha avuto carattere esclusivamente preventivo: nessuna sanzione è stata comminata e nessun provvedimento è stato adottato nei confronti dei minori.

L’amministrazione ha inoltre contestato la versione iniziale della vicenda, definendola una rappresentazione “fortemente parziale” dei fatti. Secondo il Comune, insomma, non c’è stata alcuna azione punitiva contro i ragazzini, ma soltanto un richiamo informativo rivolto a un genitore.

Perché la storia ha fatto discutere

Il caso ha colpito l’opinione pubblica per il contrasto tra l’immagine di tre ragazzini alle prese con un innocente banchetto estivo — un classico gesto di intraprendenza giovanile — e l’idea di un intervento delle forze dell’ordine. È su questo scarto che si è accesa la discussione online, con molti utenti schierati in difesa dei giovanissimi venditori.

La ricostruzione ufficiale, arrivata successivamente, ha però spostato il baricentro: non una punizione, ma un chiarimento sulle regole. Una vicenda che, al netto delle polemiche, si è chiusa senza alcuna conseguenza per i tre tredicenni.