giovedì, Giugno 25

Prof insultò la figlia di Giorgia Meloni, ha provato a togliersi la vita di nuovo

Nuovo dramma attorno alla vicenda di Stefano Addeo, il professore di tedesco di 65 anni finito un anno fa al centro delle polemiche nazionali per un post social contro la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’uomo sarebbe ora ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale del Mare di Napoli dopo un nuovo presunto tentativo di suicidio.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Addeo sarebbe precipitato dalla sua abitazione al secondo piano di una palazzina in provincia di Napoli nella serata di domenica. I soccorsi del 118 lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove i medici hanno disposto il ricovero immediato in rianimazione.

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Le condizioni del professore

Il quadro clinico sarebbe estremamente delicato. Il docente è stato intubato ed è attualmente mantenuto in coma farmacologico. Nella caduta avrebbe riportato numerose lesioni interne molto gravi, tra cui la frattura di diverse vertebre e danni importanti al fegato e al sistema dei grandi vasi addominali.

Secondo le informazioni trapelate dall’ambiente sanitario, sarebbero coinvolte anche la vena porta e la vena cava inferiore, strutture fondamentali per il trasporto del sangue verso il cuore. I medici avrebbero inoltre riscontrato un trauma cranico con un piccolo versamento intracranico, giudicato però meno preoccupante rispetto alle altre lesioni.

La prognosi resta riservata e le prossime ore saranno decisive.

Il precedente tentativo e il peso delle polemiche

Non si tratta del primo episodio drammatico legato alla vicenda. Già nel giugno del 2025 Stefano Addeo aveva tentato il suicidio ingerendo farmaci e barbiturici. In quell’occasione fu salvato dall’intervento tempestivo dei carabinieri e dei sanitari del 118, allertati dalla dirigente scolastica dell’istituto dove insegnava.

Secondo quanto raccontato all’epoca, il professore avrebbe contattato personalmente la preside manifestando l’intenzione di togliersi la vita. Da lì scattò immediatamente l’allarme che permise di evitare il peggio.

Negli ultimi mesi, però, Addeo avrebbe continuato a convivere con il peso mediatico e personale di quella vicenda che lo aveva travolto.

Il post contro la figlia di Giorgia Meloni

Il nome del docente era diventato noto in tutta Italia dopo la pubblicazione di un messaggio social definito da molti “agghiacciante”, contenente pesanti riferimenti alla figlia della premier Giorgia Meloni.

Il contenuto aveva provocato una durissima reazione politica e istituzionale, con condanne bipartisan arrivate anche dai più alti livelli del governo. Successivamente Addeo aveva chiesto pubblicamente scusa, definendo quel messaggio “un gesto stupido” scritto d’impulso.

Il professore aveva anche dichiarato che il testo fosse stato generato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, citando ChatGPT. Una ricostruzione che però venne fortemente contestata, anche alla luce delle verifiche effettuate sui sistemi di generazione AI, che non producono contenuti d’odio di quel tipo.

La sospensione e il ritorno a scuola

Dopo il caso mediatico, il docente era stato sospeso dal servizio nell’ambito di un procedimento disciplinare. In seguito era stato riammesso, ma senza stipendio.

Stefano Addeo insegnava al liceo scientifico “Medi” di Cicciano ed era conosciuto nel territorio di Marigliano, dove viveva accudendo la madre molto anziana. Secondo alcune testimonianze raccolte nelle ultime ore, l’uomo non avrebbe manifestato segnali evidenti di un nuovo gesto estremo.

La vicenda riapre ora il dibattito sulle conseguenze psicologiche dell’esposizione mediatica, soprattutto nei casi che diventano oggetto di forti polemiche pubbliche e pressione sociale.

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