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Referendum giustizia 22-23 marzo 2026, guerra dei sondaggi: affluenza decisiva tra Sì e No

La partita del referendum sulla riforma della giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, si gioca su un terreno instabile: quello dei sondaggi. A poco più di un mese dal voto, le rilevazioni fotografano uno scenario fluido, con rapporti di forza che cambiano sensibilmente in base a un fattore decisivo: l’affluenza.

L’incognita partecipazione

Secondo una rilevazione di YouTrend diffusa da SkyTg24, lo scenario varia in modo netto a seconda di quanti elettori si recheranno alle urne. Con un’affluenza alta, attorno al 60%, i sarebbero avanti di misura (51% contro 49%). Con una partecipazione più bassa, intorno al 48%, prevalerebbero invece i No (51,5% contro 48,5%).

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Il dato comune a tutte le analisi è l’elevato numero di indecisi e l’impossibilità di prevedere con certezza quale livello di partecipazione favorirà uno dei due schieramenti.

I numeri degli istituti

Un sondaggio riservato di Noto Sondaggi attribuirebbe ai Sì un vantaggio più ampio: 53,5% contro 46,5%. Anche Tecnè, in una rilevazione commissionata da Rti, stima i favorevoli alla riforma tra il 54% e il 56%, con affluenza prevista al 43%.

Diverso lo scenario proposto da Demopolis su La7: con una partecipazione del 42%, i No sarebbero avanti (41% contro 40%), ma con un 19% di indecisi ancora da distribuire. In uno scenario più netto, i contrari alla riforma arriverebbero al 51% contro il 49% dei Sì.

Nel salotto di Porta a Porta, OnlyNumbers ha invece indicato un vantaggio per il Sì anche con affluenza al 40,3%: 47,2% contro 43,1%, con circa il 10% di indecisi. Da Piazzapulita, Renato Mannheimer ha descritto un duello quasi perfetto: 50,4% Sì e 49,6% No, con partecipazione stimata al 45%.

Strategie politiche e mobilitazione

La centralità dell’affluenza è ormai un dato politico. Il governo valuta una maggiore presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in campagna elettorale per rafforzare il fronte del Sì. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio sarà impegnato in iniziative pubbliche sul territorio.

Dal fronte opposto, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein rivendica una crescita del consenso per il No e punta sulla mobilitazione degli elettori critici verso la riforma.

Separazione delle carriere e nodo Csm

Il referendum riguarda punti chiave della riforma: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sdoppiamento del Csm e istituzione di un’Alta corte disciplinare. Temi che incidono sull’assetto complessivo della magistratura e che hanno acceso un confronto politico e istituzionale serrato.

Con percentuali così ravvicinate e una quota consistente di indecisi, la consultazione di marzo si preannuncia come una sfida all’ultima scheda. Tutto resta aperto, e lo sarà probabilmente fino alla chiusura dei seggi.