Dal 1° febbraio 2026 entrano in vigore nuove regole sulla durata delle ricette mediche per visite ed esami nella sanità a Roma e nel Lazio. Una modifica che riguarda migliaia di cittadini e che cambia, di fatto, i tempi entro cui è necessario prenotare e svolgere le prestazioni sanitarie.
L’obiettivo dichiarato della riforma è rendere più ordinato l’accesso al sistema sanitario, evitando che le prescrizioni restino “aperte” per mesi, rallentando le liste d’attesa e bloccando posti che potrebbero essere utilizzati da altri pazienti.
Cosa cambia dal 1° febbraio

Con le nuove disposizioni, la durata delle impegnative viene ridotta e meglio definita. Chi riceve una prescrizione dovrà quindi muoversi più rapidamente per prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici.
Il principio alla base della riforma è semplice: la ricetta non potrà più essere utilizzata a distanza di molto tempo dalla data di emissione, come spesso accadeva in passato.
Perché cambiano le scadenze
Negli ultimi anni, uno dei problemi principali del sistema sanitario regionale è stato il fenomeno delle prenotazioni “congelate”: ricette emesse ma utilizzate dopo molti mesi, con effetti negativi sulle liste d’attesa e sulla programmazione delle prestazioni.
La nuova disciplina punta a:
- rendere più fluido l’accesso a visite ed esami;
- ridurre gli sprechi di disponibilità;
- garantire maggiore equità tra i pazienti;
- allineare la prescrizione al reale bisogno clinico.
Cosa devono fare i cittadini
Chi riceve una ricetta medica dovrà prestare maggiore attenzione ai tempi. Una volta ottenuta l’impegnativa:
- è consigliabile prenotare subito la prestazione;
- verificare la data di validità indicata;
- evitare di rimandare, per non rischiare la scadenza della prescrizione.
In caso di ricetta scaduta, sarà necessario tornare dal medico per una nuova prescrizione, con ulteriore perdita di tempo.
Un cambiamento che incide sulla quotidianità
La riforma incide su uno degli strumenti più utilizzati dai cittadini nel rapporto con il Servizio sanitario: la ricetta. Per questo motivo, l’invito è a informarsi e organizzarsi in anticipo, soprattutto per esami e visite non urgenti.
Dal 1° febbraio, dunque, meno margine di attesa e maggiore responsabilità nella gestione delle prescrizioni: un cambiamento che punta a migliorare il sistema, ma che richiederà attenzione da parte di tutti.
















