sabato, Luglio 18

Mattarella riunisce il Consiglio Supremo di Difesa: linea unitaria, la decisione

Una riunione lunga, complessa, strategica. Al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per fare il punto sui dossier più delicati della politica internazionale. Sul tavolo, la guerra in Ucraina, il fragile equilibrio in Medio Oriente, la sicurezza europea e la crescente pressione delle minacce ibride provenienti dall’esterno.

Accanto al Capo dello Stato, la premier Giorgia Meloni e tutti i principali ministri coinvolti nelle scelte di sicurezza nazionale: Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Una presenza ampia, rappresentativa di tutta la maggioranza, nonostante le differenze emerse negli ultimi giorni proprio sul tema degli aiuti militari.

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Ucraina, “pieno sostegno alla libertà di Kiev”: la posizione dell’Italia

Il primo dossier affrontato riguarda il conflitto russo-ucraino. Mattarella e i membri del Consiglio hanno espresso forte preoccupazione per l’intensificazione dei bombardamenti russi su Kiev, le vittime civili e le interruzioni energetiche che stanno mettendo in ginocchio la popolazione. Una situazione definita “sempre più pesante e iniqua”.

Da qui la conferma della linea italiana: pieno sostegno all’Ucraina, tanto politico quanto militare. È in questo quadro che si colloca il dodicesimo decreto di aiuti, che verrà presentato da Guido Crosetto il 2 dicembre al Copasir. L’obiettivo è anche rafforzare il coordinamento con le iniziative UE e NATO e contribuire alla futura ricostruzione del Paese.

La questione dei droni e la sicurezza dello spazio NATO

Il Consiglio ha inoltre discusso dell’impiego di droni russi che, secondo varie fonti, hanno violato lo spazio aereo di diversi Paesi alleati. Un campanello d’allarme che, da un lato, dimostra l’efficacia delle difese NATO, ma dall’altro conferma l’urgenza di un potenziamento tecnologico militare europeo. In questo contesto si inseriscono i progetti del Libro Bianco della Difesa 2030, ritenuti ormai indispensabili.

Medio Oriente: cessate il fuoco a Gaza, ma la tensione resta alta

Il CSD ha valutato positivamente il raggiungimento del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi, ma la situazione rimane fragile. Mattarella ha ribadito che la violenza contro i civili resta inaccettabile e che nessuna delle emozioni generate dal conflitto può trasformarsi in antisemitismo o odio generalizzato.

Verso una soluzione politica: il peso dell’Italia

Il Consiglio ha sottolineato la necessità di un percorso diplomatico regionale e multilaterale, basato sul disarmo di Hamas, sul rispetto del cessate il fuoco e sull’attuazione del piano di pace di Sharm el-Sheikh. L’obiettivo finale resta quello di realizzare la storica formula “due popoli, due Stati”. Per Roma, l’Autorità Nazionale Palestinese rimane un interlocutore centrale.

Preoccupa anche la situazione nel Sud del Libano, dove si registrano nuovi attacchi contro il contingente UNIFIL – guidato proprio dall’Italia. Restano prioritarie la sicurezza della Linea Blu e la stabilità dell’area.

Dossier globali: Sahel, Sudan, Balcani e Mediterraneo

La riunione ha poi toccato altri quadranti strategici: il Sahel sempre più instabile, il fragile equilibrio in Sudan, il riemergere di tensioni nei Balcani e le rotte del Mediterraneo che continuano a essere terreno di competizione geopolitica. Tutti scenari che richiedono “vigilanza e capacità di risposta coordinate”.

La minaccia ibrida: disinformazione, cyberattacchi e manipolazione sociale

La parte finale del Consiglio si è concentrata su quella che viene definita una delle sfide più insidiose per l’Europa: le minacce ibride provenienti dalla Russia e da altri attori ostili. Una pressione che non usa solo la forza militare, ma agisce sullo spazio cognitivo e digitale.

Disinformazione e destabilizzazione

Secondo il CSD, la manipolazione dell’informazione, le interferenze nei processi democratici e la creazione di narrazioni polarizzanti rappresentano un rischio crescente per la coesione sociale italiana.

Cybersecurity e infrastrutture critiche

A queste strategie si affiancano operazioni cyber mirate contro infrastrutture critiche: ospedali, reti energetiche, sistemi finanziari, piattaforme logistiche. L’obiettivo è creare interruzioni, ritardi, sfiducia sistemica.

Per questo il Consiglio ha concordato sulla necessità di “mantenere altissima la vigilanza”, rafforzare la difesa delle infrastrutture critiche e introdurre nuovi strumenti di contrasto alle operazioni ibride.

La conclusione: una strategia nazionale unitaria

La sintesi della riunione è chiara: l’Italia intende presentarsi compatta davanti a una fase internazionale tra le più complesse degli ultimi anni. Tra sostegno all’Ucraina, equilibrio in Medio Oriente, instabilità globale e minacce ibride, la linea di Mattarella e Meloni è quella della continuità, della cooperazione internazionale e della vigilanza tecnologica.