giovedì, Luglio 2

Garlasco, Sempio dopo l’incidente probatorio: cena con avvocati e periti tra risate e battute

Una cena informale, risate condivise, battute leggere dopo una delle giornate più delicate dell’inchiesta. È l’immagine che emerge dal racconto della serata trascorsa da Andrea Sempio insieme al suo pool difensivo, al termine dell’incidente probatorio che si è svolto ieri, 18 dicembre, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.

A raccontare il clima dell’incontro è stato l’avvocato Liborio Cataliotti, che ha pubblicato una storia su Instagram mostrando un momento conviviale lontano dalle aule giudiziarie. Un’immagine che non è passata inosservata e che ha immediatamente riacceso l’attenzione mediatica su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi anni.

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La cena dopo l’udienza: presenti avvocati e genetisti

Alla cena erano presenti, oltre a Sempio, l’avvocata Angela Taccia e due dei periti coinvolti nelle analisi scientifiche, i genetisti Marina Baldi e Armando Palmegiani. Un momento di distensione arrivato al termine di una giornata che la difesa ha definito positiva sotto il profilo processuale.

Secondo quanto riferito da Cataliotti, l’atmosfera era serena, quasi sollevata. Durante la serata, Sempio avrebbe scherzato dicendo: “Sono la causa di tutto”, riferendosi ironicamente al motivo dell’incontro. Una battuta a cui il suo legale avrebbe risposto prontamente: “La causa incolpevole”.

La lettura della difesa: “Incidente probatorio andato bene”

Al di là dell’aspetto umano e conviviale, la cena ha rappresentato anche il suggello di una giornata che gli avvocati giudicano favorevole. “Siamo molto soddisfatti di come è andato l’incidente probatorio”, ha spiegato Cataliotti, lasciando intendere che il confronto tecnico tra periti e consulenti abbia rafforzato la linea difensiva.

Il nodo centrale resta quello del Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, elemento che negli anni ha alimentato ipotesi, dubbi e riletture investigative. Secondo la difesa di Sempio, proprio su questo punto emergerebbero le principali fragilità della perizia.

Il punto critico sulla perizia genetica

Pur definendo il lavoro della perita Denise Albani “egregio”, l’avvocato Cataliotti ha evidenziato quello che considera un vulnus originario. “Il dato non è stato replicato con uguale risultato”, ha spiegato, sottolineando come l’assenza di una replica conforme renda, a suo avviso, il risultato giuridicamente inutilizzabile.

Un passaggio cruciale, perché secondo i consulenti della difesa non sarebbe possibile stabilire con certezza né la provenienza né la collocazione temporale della traccia genetica. “Non si può arrivare a un punto fermo sull’identità del Dna”, è la posizione ribadita dal pool difensivo.

Un clima diverso fuori dall’aula

Le immagini della cena, con sorrisi e battute, mostrano un volto diverso rispetto alla tensione che ha caratterizzato l’udienza. Un contrasto che ha colpito l’opinione pubblica, divisa tra chi legge il gesto come un segnale di fiducia nella propria posizione processuale e chi lo interpreta come una nota stonata rispetto alla gravità del contesto.

Per la difesa, però, il momento conviviale non ha alcun significato simbolico ulteriore: si tratta semplicemente di una pausa dopo una giornata lunga e complessa, in cui il lavoro tecnico ha avuto la meglio sulle suggestioni mediatiche.

Il caso Garlasco resta aperto

Nonostante la soddisfazione espressa dagli avvocati di Sempio, l’incidente probatorio non chiude il cerchio sull’inchiesta. I risultati discussi in aula rappresentano un tassello che ora verrà valutato nel prosieguo delle indagini e nelle eventuali decisioni della Procura.

Intanto, l’immagine di Andrea Sempio a cena con i suoi legali resta uno dei fotogrammi più commentati di questa fase dell’inchiesta, simbolo di un caso che, a distanza di anni, continua a dividere, interrogare e scuotere l’opinione pubblica italiana.