Caso Garlasco, il “ricordo sbagliato” di Andrea Sempio: la difesa di Stasi riapre il dibattito
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Il caso sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, torna al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria.
A riaccendere i riflettori è l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per il delitto. Durante un intervento a Morning News, De Rensis ha messo in discussione la testimonianza chiave di Andrea Sempio, amico intimo della vittima, sottolineando presunte incongruenze nella verbalizzazione di un interrogatorio avvenuto nel 2008.
Lo scontrino del parcheggio: un dettaglio non secondario
Al centro della nuova contestazione c’è uno scontrino di un parcheggio a Vigevano. Sempio lo consegnò agli investigatori per dimostrare la sua presenza lontano da Garlasco, al momento dell’omicidio di Chiara. Tuttavia, secondo la difesa di Stasi, quello scontrino non è legato a una targa, e quindi non prova che Sempio fosse effettivamente a Vigevano con la propria auto.
Questo dettaglio, secondo De Rensis, mina la solidità dell’alibi di Sempio e apre interrogativi sulla ricostruzione degli eventi della mattina del 13 agosto 2007.
Un verbale controverso: la ricostruzione dell’interrogatorio
La questione più delicata riguarda il verbale dell’interrogatorio di Andrea Sempio, datato 2008. Secondo quanto riferito dallo stesso Sempio, durante l’audizione gli sarebbe stato concesso di tornare a casa a recuperare lo scontrino, lasciando temporaneamente la caserma. La registrazione dell’interrogatorio sarebbe stata interrotta e poi ripresa.
Tuttavia, l’avvocato De Rensis afferma che nel documento ufficiale non compare alcuna interruzione formale. Il verbale risulta aperto e chiuso una sola volta, senza alcuna annotazione che attesti la sospensione e la ripresa dell’audizione. Questo, secondo la difesa, è un elemento estremamente grave.
La posizione della difesa: “Un ricordo sbagliato” può cambiare tutto
Per De Rensis, la testimonianza di Sempio si fonda su un ricordo impreciso o errato. Se davvero l’interrogatorio non fu interrotto, allora ci si troverebbe davanti a una grave anomalia procedurale: come avrebbe potuto Sempio allontanarsi e tornare con lo scontrino senza che ciò fosse registrato ufficialmente?
L’avvocato insiste: “Se Sempio ha riportato un ricordo sbagliato, la sua testimonianza perde credibilità. Se invece ha ragione, allora siamo di fronte a una bomba giudiziaria”.
Sovrapposizioni sospette: altri interrogatori in contemporanea?
Un altro elemento critico riguarda la tempistica. Durante il presunto intervallo in cui Sempio si sarebbe recato a casa, i carabinieri avrebbero verbalizzato altri interrogatori. Questo dettaglio suggerisce che il verbale di Sempio sia stato mantenuto aperto per ore, senza seguire la prassi che impone una chiusura e riapertura in caso di interruzione significativa.
Anche questo aspetto alimenta i dubbi sulla gestione corretta del procedimento e, di conseguenza, sull’affidabilità di ciò che è stato verbalizzato.
Perché tutto questo è importante per il caso Garlasco?
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è stato uno dei più seguiti della cronaca giudiziaria italiana. Dopo anni di indagini e processi, Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Tuttavia, nel tempo sono emersi nuovi elementi, tra cui proprio la posizione di Andrea Sempio, finito anche sotto indagine.
Ora, la veridicità della sua testimonianza e la regolarità del verbale che la documenta potrebbero riaprire scenari inattesi. Se ci fosse stata davvero una gestione irregolare della verbalizzazione, si potrebbero sollevare interrogativi anche sull’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Stasi.
Parola alla giustizia: cosa succederà ora?
La prossima tappa fondamentale sarà l’incidente probatorio, in cui le parti potranno esaminare nel dettaglio gli atti e chiedere chiarimenti sulla verbalizzazione dell’interrogatorio di Sempio. In questa sede sarà possibile verificare se ci siano errori formali o omissioni che possano compromettere l’attendibilità della prova.
Se venisse accertato che il verbale presenta vizi procedurali, si potrebbe aprire la strada a una revisione del caso o, quanto meno, a un approfondimento giudiziario su aspetti finora trascurati.
La memoria e i documenti: due verità in conflitto
Il contrasto tra il racconto personale di Sempio e il contenuto ufficiale del verbale mette in luce uno dei problemi ricorrenti nei processi penali: l’affidabilità della memoria umana contro la rigidità della documentazione. In un caso così delicato, ogni dettaglio può fare la differenza tra la conferma di una verità giudiziaria o la sua messa in discussione.

