venerdì, Luglio 3

Sondaggio politico 2025: vacanze rovinate per la sinistra, i dati

A un anno dalle elezioni politiche, il quadro delle intenzioni di voto restituisce l’immagine di un Paese politicamente stabile, ma attraversato da movimenti significativi che incidono sugli equilibri tra maggioranza e opposizioni.

È quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli e presentato nel corso della trasmissione Omnibus su La7, che fotografa l’andamento delle preferenze elettorali confrontando i dati di dicembre 2025 con quelli di gennaio dello stesso anno.

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I numeri confermano una tendenza chiara: il centrodestra consolida il proprio vantaggio, mentre l’area progressista e la sinistra registrano segnali di difficoltà nel rafforzare il consenso.

Fratelli d’Italia consolida la leadership

In testa alle intenzioni di voto si conferma Fratelli d’Italia, che sale al 32% delle preferenze, registrando un incremento di 1,5 punti percentuali rispetto a inizio 2025.

Il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni rafforza così il proprio primato non solo all’interno del centrodestra, ma nell’intero panorama politico nazionale.

Il dato evidenzia una capacità di tenuta e crescita del consenso a un anno dal voto, in un contesto segnato da manovre economiche, tensioni internazionali e dibattito politico interno.

Il Partito Democratico resta secondo ma arretra

Alle spalle di Fratelli d’Italia si colloca il Partito Democratico, che rimane la seconda forza politica del Paese ma registra una flessione.

Il Pd guidato da Elly Schlein scende al 21,5%, perdendo un punto percentuale rispetto a gennaio. Un dato che segnala una fase di difficoltà nel consolidare il ruolo di principale forza di opposizione.

Secondo l’analisi del sondaggio, i tentativi di costruzione di un campo largo non hanno prodotto, finora, effetti significativi in termini di consenso elettorale.

Centrodestra in crescita: sorpassi e assestamenti

Nel resto della coalizione di governo emergono movimenti rilevanti. Forza Italia cresce leggermente e raggiunge il 9%, guadagnando mezzo punto percentuale.

La Lega si attesta invece all’8,5%, confermando una fase di stabilizzazione ma senza segnali di recupero significativo rispetto ai mesi precedenti.

Noi Moderati resta fermo all’1,5%. Nel complesso, la coalizione di centrodestra mantiene un ampio vantaggio competitivo e rafforza la propria posizione nel confronto con le opposizioni.

Sinistra e area progressista in difficoltà

Sul fronte della sinistra e delle forze progressiste, il sondaggio registra una flessione più marcata. Alleanza Verdi e Sinistra scende al 5,5%, perdendo un punto percentuale rispetto a gennaio.

In calo anche +Europa, che si ferma all’1,5% (-0,5). Un dato che conferma la difficoltà dell’area progressista minore nel intercettare nuovo consenso.

Il quadro complessivo mostra un arretramento della sinistra nel suo insieme, incapace di capitalizzare il ruolo di opposizione in un contesto politico dominato dalla maggioranza.

Movimento 5 Stelle e partiti centristi

Il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte si posiziona all’11%, confermando un risultato a doppia cifra ma senza variazioni positive nel confronto con l’inizio dell’anno.

Tra i partiti centristi, Azione cresce al 3,5% (+0,5), mentre Italia Viva si ferma al 3%. Il Partito Liberaldemocratico chiude all’1,5%, in linea con gli altri partiti minori.

Il peso dell’astensione e degli indecisi

Un dato rilevante del sondaggio riguarda l’area del non voto. Indecisi e astenuti rappresentano il 28% del campione, una quota significativa che continua a incidere sulla lettura complessiva del quadro politico.

Un bacino ampio, che resta potenzialmente decisivo in vista delle prossime scadenze elettorali e che potrebbe modificare gli equilibri se intercettato in modo efficace.

Un quadro politico stabile ma sbilanciato

Nel complesso, il sondaggio restituisce l’immagine di un sistema politico stabile, con un centrodestra rafforzato e una opposizione frammentata e in difficoltà.

I numeri confermano la centralità di Fratelli d’Italia e della leadership di governo, mentre per la sinistra il 2025 si chiude con più interrogativi che certezze sul futuro assetto dell’area progressista.