Aumenti per i dipendenti pubblici locali: cosa prevede la circolare
Una circolare della Ragioneria generale dello Stato, datata 27 giugno 2025, rende operativo l’aumento del salario accessorio per i dipendenti pubblici degli enti locali. Si tratta di una misura contenuta nel decreto Pa, che fornisce a Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane le indicazioni necessarie per calcolare gli incrementi retributivi da applicare al personale.
Incrementi fino a 300 euro lordi: a chi spettano
Secondo quanto dichiarato dal ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, durante un question time alla Camera, gli aumenti previsti dal decreto possono arrivare fino a 300 euro lordi mensili. Questi incrementi avranno carattere strutturale e riguarderanno esclusivamente il personale non dirigenziale. Sono esclusi quindi i segretari comunali, anche se il beneficio potrà essere esteso a chi ricopre incarichi di elevata qualificazione.
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Anche le Unioni dei Comuni potranno applicare gli aumenti, con l’obiettivo di colmare il divario tra le retribuzioni accessorie degli enti territoriali e quelle dei ministeri.
I vincoli per l’erogazione: sostenibilità e conti in ordine
La Ragioneria precisa che gli enti potranno incrementare il Fondo risorse decentrate destinato al personale in servizio, fino a un’incidenza massima del 48% sulle somme destinate alla componente stabile del Fondo, inclusi gli importi per incarichi di posizione organizzativa. Oltre il 90% dei Comuni italiani rientra in questi parametri e potrà quindi procedere con l’aumento.
La circolare sottolinea la necessità di valutare gli effetti di questi aumenti sotto il profilo della sostenibilità finanziaria, considerando un arco temporale pluriennale e il rispetto dell’equilibrio di bilancio.
Le risorse incrementali potranno essere destinate non solo all’aumento degli stipendi, ma anche ad altri istituti permanenti, come il welfare integrativo e i differenziali stipendiali.
La trattativa per il rinnovo del contratto resta ferma
Parallelamente, è ancora in corso il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale 2022-2024 delle Funzioni locali, che riguarda circa mezzo milione di lavoratori. La trattativa, iniziata nel maggio 2024, ha già superato quindici riunioni senza passi avanti concreti.
A inizio giugno, Cisl e Csa si sono dette disponibili a firmare l’accordo con l’attuale quadro finanziario, ma non rappresentano la maggioranza necessaria. Cgil e Uil, invece, giudicano insufficienti i 141 euro di aumento medio mensile previsti e chiedono ulteriori risorse.
Il contratto non si limita agli aumenti: tra le novità proposte ci sono anche l’introduzione della settimana corta e il riconoscimento dei buoni pasto per i lavoratori agili.