
“Subito nuove elezioni” Cacciari lancia l’allarme
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La recente crisi istituzionale in Germania, dove il Bundestag ha negato la fiducia a Friedrich Merz come nuovo cancelliere per soli sei voti, ha sollevato un’ondata di preoccupazioni in tutta Europa.
A esprimere un giudizio netto e senza mezzi termini è stato il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, intervistato da Affaritaliani.it. Il suo monito è chiaro: o si corre subito ai ripari con nuove elezioni e un deciso impegno delle élite europee, oppure l’intera impalcatura democratica dell’Occidente rischia di crollare.
Un campanello d’allarme per l’Europa
Secondo Cacciari, il mancato appoggio a Merz non è solo un incidente parlamentare, ma rappresenta il sintomo di una crisi ben più profonda. In particolare, l’analista sottolinea come la Germania, tradizionalmente considerata il perno politico ed economico dell’Unione Europea, stia mostrando segni di instabilità allarmanti. La bocciatura del leader della CDU, nonostante l’appoggio formale della coalizione CDU-CSU e SPD, è avvenuta per mano di ben 18 “franchi tiratori”. Questo episodio dimostra, secondo il filosofo, quanto sia ormai fragile il tessuto politico tedesco.
La metafora della fine della Repubblica
Per descrivere la gravità della situazione, Cacciari ricorre a una potente metafora storica: “Siamo alla fine della Res publica“. Con questa espressione si riferisce alla caduta della Repubblica Romana nel 27 a.C., quando Ottaviano (poi Augusto) pose fine all’ordine repubblicano instaurando il Principato, segnando l’inizio dell’Impero. La scelta di questa analogia non è casuale: essa suggerisce che, proprio come nella Roma antica, stiamo assistendo a un passaggio epocale in cui le istituzioni democratiche rischiano di essere travolte da forze autoritarie, populiste o incapaci di governare.
Il rischio dello sfaldamento dell’Unione Europea
L’analisi di Cacciari non si limita al panorama tedesco. L’instabilità di Berlino viene vista come il segnale premonitore di un più ampio crollo dell’Unione Europea. “Se collassa in questo modo il centro politico ed economico dell’UE”, afferma il filosofo, “tutto andrà secondo le peggiori previsioni: verso lo sfascio dell’Unione”. Questo scenario non è solo una questione di equilibrio interno, ma riguarda anche il peso geopolitico dell’Europa in un mondo dove le tensioni internazionali – dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente alle tensioni con Cina e Russia – richiedono risposte coordinate e stabili.
La soluzione? Elezioni immediate e rinnovato impegno democratico
Di fronte a questo quadro, la proposta di Cacciari è chiara: servono nuove elezioni in Germania, e servono subito. L’idea è quella di ridare voce al popolo tedesco, nella speranza che si possa creare un governo solido, legittimato e capace di affrontare le sfide che attendono non solo la Germania, ma l’intero continente. Ma non basta il solo voto. Cacciari insiste anche sull’urgenza di un “sussulto” delle élite politiche europee, che dovrebbero mettere da parte gli egoismi nazionali e collaborare per un rilancio comune.
L’ascesa dell’estrema destra: un pericolo concreto
Uno dei pericoli maggiori che si profilano all’orizzonte, secondo il filosofo, è la crescita della destra radicale, incarnata in Germania da Alternative für Deutschland (AfD). “Se si continua a galleggiare con governi deboli o minoritari”, avverte Cacciari, “AfD potrebbe salire rapidamente al 25%, poi al 30%”. Un’ascesa che non sarebbe un’eccezione, ma parte di un trend già visibile in altri paesi europei: l’Italia con Fratelli d’Italia, l’Ungheria di Orbán, la Romania e persino la Francia, dove Marine Le Pen continua a guadagnare consensi.
Un Occidente sull’orlo del declino
Oltre all’Europa, anche il destino dell’Occidente nel suo complesso è, per Cacciari, in bilico. Se l’UE dovesse perdere la propria coesione interna e la capacità di agire come blocco unitario, non sarà possibile contenere la crisi. A rendere ancora più cupo lo scenario è la possibile rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca. L’ex presidente statunitense ha già dimostrato in passato un atteggiamento ostile verso l’Unione Europea e la NATO, e un suo ritorno potrebbe segnare un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dagli equilibri europei. Questo equivarrebbe, secondo Cacciari, a uno “sfascio dell’intero Occidente”.
La necessità di una nuova visione politica
Il problema, tuttavia, non è solo legato agli equilibri parlamentari o ai singoli leader. Cacciari denuncia anche la mancanza di visione e progettualità da parte delle attuali classi dirigenti. “Serve un atto di coraggio”, ripete più volte: una scelta forte e chiara per difendere i valori democratici, garantire politiche sociali inclusive e mettere fine alle guerre che devastano il vicinato europeo. È necessario un piano comune, una strategia condivisa, capace di contrastare la sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni.