L’epicentro di questo terremoto si trova in un’area diversa rispetto alla zona di maggiore pericolosità sismica di Cuba, che è quella della faglia Oriente, lungo la costa sud-orientale dell’isola. È quella faglia ad aver provocato i terremoti più devastanti della storia cubana, tra cui il sisma di magnitudo 7.7 del gennaio 2020, che causò danni sull’isola e alle Isole Cayman. Il terremoto dell’8 giugno ha caratteristiche geologiche diverse e sembra provenire da un sistema di faglie meno noto e storicamente meno attivo, il che lo rende appunto un evento «estremamente raro» agli occhi degli esperti.
Cuba, un’isola già in ginocchio
Il terremoto si abbatte su un’isola che sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia recente. Cuba è alle prese con blackout continui e prolungati, assenza di carburante e prezzi di cibo e generi di prima necessità sempre più alti. Il contesto geopolitico è ulteriormente aggravato dalle pressioni degli Stati Uniti: a gennaio Washington aveva bloccato l’accesso cubano al petrolio straniero, a marzo il presidente Miguel Díaz-Canel aveva ammesso l’esistenza di trattative con gli USA, e a fine maggio il dipartimento di Giustizia americano aveva incriminato per omicidio l’ex presidente Raúl Castro. Una scossa di terremoto da 6.5 è l’ultimo problema di cui l’isola aveva bisogno.
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