Si è dimesso alla vigilia dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari il vicesindaco di Sabaudia Giovanni Secci, coinvolto in un’inchiesta sulla gara per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare cittadino. Le dimissioni arrivano mentre la Procura di Latina ha avanzato una richiesta di misura cautelare nei suoi confronti.
L’indagine riguarda una presunta turbativa d’asta nell’affidamento delle concessioni demaniali di otto chioschi sulla spiaggia. Oltre a Secci, risultano indagati anche due tecnici comunali e il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca, per il quale però non è stata richiesta alcuna misura cautelare.
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Le dimissioni alla vigilia dell’interrogatorio
In una nota ufficiale, Giovanni Secci ha spiegato le ragioni della sua decisione: «Per l’amore e il rispetto che nutro per Sabaudia, la mia città, di fronte all’avviso di garanzia notificatomi nei giorni scorsi e alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura, ho deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico di assessore e vicesindaco».
Una scelta che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Secci, sarebbe stata assunta come segno di fiducia nei confronti dell’amministrazione comunale, del sindaco e dell’intera maggioranza consiliare, in un momento particolarmente delicato per la città.
L’inchiesta sulla gara per i chioschi del litorale
Le indagini, condotte dai carabinieri forestali e dalla Guardia di finanza, riguardano la procedura di gara che avrebbe dovuto riassegnare le concessioni di otto chioschi sul litorale di Sabaudia. Le precedenti concessioni erano decadute per irregolarità, rendendo necessaria una nuova selezione di operatori privati.