Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.7 è stata registrata alle 10:57 di mercoledì 12 agosto sulla Costa Toscana settentrionale. L’epicentro, secondo i dati della Sala Sismica INGV di Roma, è in mare davanti al litorale di Pisa, a una profondità di 9 chilometri. Al momento non risultano danni a cose o persone.
Il sisma è stato avvertito distintamente lungo tutta la fascia costiera: le segnalazioni arrivano dalle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, con concentrazioni particolari in città e in Versilia.
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I dati ufficiali INGV
Le coordinate dell’ipocentro sono 43.66 di latitudine e 10.19 di longitudine, in area marittima. L’INGV precisa, come sempre, che i parametri di localizzazione e magnitudo rappresentano la migliore stima disponibile al momento e possono essere rivisti dagli analisti sismologi con l’arrivo di nuovi dati.
La scossa delle 10:57 non è stata l’unica della mattinata. Alle 10:18 era già stato localizzato un evento di magnitudo 1.5 nella stessa area, a 17 chilometri di profondità. Due minuti dopo la principale, alle 10:59, ne è seguita una di magnitudo 2.2 a circa 20 chilometri, e alle 11:01 una di magnitudo 1.4.
🔴 [DATI #RIVISTI] #terremoto ML 3.7 ore 10:57 IT del 12-08-2026 a Costa Toscana settentrionale (Massa-Carrara, Lucca, Pisa) Prof= 8.6 Km #INGV_46861812 https://t.co/0Y0s0fy2A2
— INGVterremoti (@INGVterremoti) August 12, 2026
Le verifiche della Protezione Civile
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha confermato l’evento sui propri canali, segnalando che il sistema regionale di Protezione Civile ha avviato le verifiche nelle province interessate. Al momento in cui scriviamo non sono state segnalate conseguenze.
Non è un episodio isolato: la sequenza dal 4 agosto
È il dato che dà la misura reale della situazione. Nell’area pisana è in corso da giorni una sequenza sismica, avviata dalla scossa del 4 agosto — magnitudo 4.3 nella stima iniziale INGV — con epicentro nella zona del parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Anche in quel caso non si registrarono feriti né danni, ma la circolazione ferroviaria fu sospesa per le verifiche ai binari.
Da allora si sono susseguiti decine di eventi minori. Ne sono seguiti altri il 9 agosto e il 10, quest’ultimo con coordinate epicentrali coincidenti con quelle della scossa di oggi, a una profondità però differente. Secondo i sismologi citati dalla stampa locale, dal 4 agosto si contano diverse decine di repliche e altre potrebbero verificarsi nelle prossime settimane: è il comportamento ordinario di una sequenza di questo tipo, non un segnale di aggravamento.
Che cos’è uno sciame sismico
Con sciame o sequenza sismica si indica una serie di terremoti concentrati nella stessa area e in un intervallo di tempo limitato, in genere di magnitudo contenuta, senza che uno di essi domini nettamente sugli altri. Le sequenze possono durare giorni, settimane o mesi e si esauriscono progressivamente.
Il fatto che le scosse si ripetano non consente di trarre conclusioni sull’arrivo di eventi più forti: allo stato attuale delle conoscenze i terremoti non sono prevedibili, né in Italia né altrove. Quello che si può fare è misurarli con precisione, monitorare l’evoluzione e verificare la tenuta degli edifici.
Cosa fare in caso di scossa
Le indicazioni della Protezione Civile sono poche e semplici. Durante la scossa, se si è al chiuso, conviene ripararsi sotto un tavolo o nel vano di una porta inserita in un muro portante, restare lontani da finestre, specchi, mobili pesanti e non usare l’ascensore. Se si è all’aperto, allontanarsi da edifici, cornicioni, alberi e linee elettriche.
Dopo la scossa, è utile verificare la presenza di feriti attorno a sé, chiudere gli interruttori del gas e dell’energia elettrica, uscire con prudenza indossando scarpe chiuse e raggiungere uno spazio aperto. Le linee telefoniche vanno lasciate libere per le emergenze reali: il 112 va chiamato solo in caso di effettiva necessità.
Chi ha avvertito il terremoto può inoltre compilare il questionario macrosismico dell’INGV: le segnalazioni della popolazione contribuiscono a ricostruire la reale distribuzione degli effetti sul territorio.