Il piazzale di un’azienda di logistica a Nocera Inferiore, in via Fiano, ha visto l’ennesima tragedia sul lavoro, un evento che riporta alla luce le incertezze e le insidie quotidiane che molti lavoratori affrontano.

Carmine Albero, un giovane di soli 24 anni originario di Sarno, ha perso la vita mentre svolgeva le sue mansioni di meccanico. La notizia ha colpito profondamente non solo la sua famiglia, ma anche una comunità intera e un settore musicale che stava iniziando a riconoscerlo come un talento emergente. Questo incidente, avvenuto in un contesto di lavoro che dovrebbe garantire sicurezza e protezione, ha riacceso il dibattito sulla necessità di riforme urgenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni, Carmine è stato travolto da un autoarticolato della stessa ditta, un evento che ha lasciato tutti senza parole. L’autista, impegnato in una manovra di retromarcia, non si sarebbe accorto della sua presenza. L’impatto è stato devastante; nonostante il tempestivo intervento del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. La scena di quel piazzale, ora sotto sequestro per avviare i rilievi tecnici, è diventata un simbolo di una realtà che non può più essere ignorata.
Carmine Albero: un artista in ascesa
Carmine non era solo un giovane lavoratore; era un artista vibrante, conosciuto nel mondo musicale con il nome d’arte di “Karmis”. La sua passione per la musica lo aveva portato a diventare un rapper di talento e batterista per tredici anni. I suoi brani, come “Mai” e “Mezzanotte”, avevano iniziato a scalare le classifiche indipendenti, e il suo percorso musicale stava subendo un’accelerazione fulminea proprio negli ultimi mesi. Dopo concerti a Milano, Roma e Napoli, era stato convocato a novembre nel capoluogo lombardo per discutere il suo primo contratto discografico. Un sogno che sembrava a portata di mano, spezzato in un istante.
Solo pochi mesi fa, Carmine condivideva sui social il suo entusiasmo per il lavoro e la passione che metteva nella sua musica. Scriveva: «Sapere che con il lavoro, con la pura passione per ciò che si ama, tornano indietro sempre più feedback positivi, mi fa spuntare sempre il sorriso felice». Queste parole, ora, risuonano come un eco tragico, un promemoria della fragilità della vita e dei sogni che spesso si infrangono in circostanze inaspettate.
Un giovane impegnato e una comunità in lutto
Oltre alla sua carriera musicale, Carmine era anche un giovane impegnato civilmente. Fondatore del movimento giovanile di Forza Italia a Sarno, chiedeva a gran voce maggiore spazio e ascolto per gli artisti locali. La sua morte ha scatenato una reazione durissima da parte dei sindacati, che hanno espresso indignazione per un incidente che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania, ha dichiarato: «Non si può continuare a morire di lavoro, ancora di più se si ha 24 anni. L’indignazione non basta, serve agire». Queste parole, cariche di una rabbia giustificata, evidenziano la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui la sicurezza sul lavoro viene gestita in Italia.


















