Era uno degli appuntamenti televisivi più attesi della stagione, e non ha deluso le aspettative. Roberto Vannacci, europarlamentare fondatore di Futuro Nazionale, ha fatto il suo esordio a Otto e Mezzo su La7, ospite di Lilli Gruber. Il risultato è stato un confronto serrato, con scintille continue su tre grandi temi: la rottura con la Lega, i diritti LGBT e la famiglia naturale. Con una gaffe nel mezzo — il dizionario «Zingaretti» anziché «Zingarelli» — che ha alimentato l’ironia sui social.
“La Lega fa la sovranista a giorni alterni, non fa per me”

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L’attacco alla Lega è arrivato subito, netto e articolato. Alla domanda di Gruber sulle presunte «giravolte» politiche, Vannacci ha risposto con una contro-accusa: «Ma quante giravolte avrei fatto? Sono sempre stato coerente con i principi e i valori con i quali mi sono messo in gioco. Se la Lega fa la sovranista a giorni alterni, non fa per me».
Ha poi elencato le contraddizioni che gli attribuisce al Carroccio: votare contro le armi all’Ucraina in Europa e poi a favore del decreto armi in Italia; presentarsi come promotrice della famiglia naturale e poi invitare rappresentanti della comunità LGBT alle riunioni di partito. Su quest’ultimo punto è insorta la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini, presente in studio: «Ma sulle armi in Ucraina lei lo sapeva, no?». Risposta di Vannacci: «No, io non lo sapevo, tanto è vero che abbiamo discusso sul decreto armi fino all’ultimo giorno».
La famiglia naturale e il botta e risposta sui diritti LGBT
Il confronto si è poi spostato sui temi identitari. Gruber ha chiesto direttamente: «Quindi lei mette alla porta i rappresentanti della comunità LGBT?». Risposta di Vannacci: «No, ma non li invito alle mie riunioni di partito, né mi metto a discutere su determinati paletti, per me estremamente chiari, su quella che è la famiglia naturale, che continuo a promuovere».
– E se scoprissimo che lei è gay?
– Non accamperei diritti. I gay se vanno in ospedale li curano, e in strada possono guidare #ottoemezzo pic.twitter.com/n5spkBXdkO— Il Grande Flagello (@grande_flagello) June 10, 2026
«E questo è un male?», ha incalzato Gruber. «Secondo me, sì» ha risposto Vannacci, aggiungendo che alla Lega c’era stata «una deriva nel legittimare la categoria degli LGBT». Gruber ha osservato che il concetto di famiglia naturale è «obsoleto e superato». Risposta del generale: «Questo lo dice lei, a casa mia quel concetto esiste. E io continuo a promuovere la famiglia naturale, senza se e senza ma».
Il nodo degli omosessuali: “L’orientamento sessuale non dà diritti”
Lo scontro è diventato più acceso quando Gruber ha tirato in ballo la celebre frase di Vannacci sugli omosessuali «non normali». Il generale ha spiegato che intendeva riferirsi al significato statistico della parola, poi ha citato il dizionario come fonte — sbagliando il nome: ha detto «Zingaretti» invece di «Zingarelli», gaffe immediatamente notata dagli osservatori.
«Lei sembra un po’ ossessionato dagli omosessuali e dagli LGBT» ha osservato Gruber. Risposta secca: «Forse lo è lei, e lo vuole dimostrare pure stasera, visto che ha riportato questo argomento in una discussione di politica». Sulla tutela delle minoranze, Vannacci ha precisato: «Va rispettata. Non capisco però perché il frutto di un orientamento sessuale, quindi di un gusto personale, debba poi dare luogo a dei diritti». Gruber ha alzato ulteriormente il tiro: «E se scoprissimo che lei magari è gay?». Risposta di Vannacci: «Non accamperei nessun diritto».