Veneto, exit poll: Stefani al 61%, Manildo al 32%. Derby FdI–Lega per il primo partito

In Veneto si apre la partita decisiva per il dopo-Zaia. Chiuse le urne alle 15, lo spoglio è appena iniziato, ma i primi exit poll delineano un quadro molto chiaro: Alberto Stefani, candidato del centrodestra, è in netto vantaggio su Giovanni Manildo, sostenuto dal centrosinistra.

Exit poll Rai: Stefani al 61%, Manildo al 32%

I dati del consorzio Opinio per la Rai parlano di una forbice ampia:

  • Alberto Stefani: 61%
  • Giovanni Manildo: 32%

Una distanza che conferma le proiezioni della vigilia e che apre ufficialmente la stagione post-Zaia, uno dei governatori più longevi e popolari d’Italia.

Instant poll SkyTG24 e SWG-La7 confermano: vantaggio solido per Stefani

Le rilevazioni di altre emittenti rafforzano ulteriormente il trend:

SkyTG24

  • Stefani: 59-63%
  • Manildo: 30,5-34,5%

Swg-La7

  • Stefani: 58-62%
  • Manildo: 32-36%

Tutte le rilevazioni convergono quindi su un distacco netto, che difficilmente potrà essere recuperato con lo spoglio reale.

Il derby interno al centrodestra: FdI supera la Lega, ma di poco

Una delle sfide più osservate non riguarda i candidati presidente, ma la competizione tra Fratelli d’Italia e la Lega per la leadership della coalizione.

Secondo gli instant poll YouTrend:

  • FdI: 24-28%
  • Lega: 22,5-26,5%
  • FI: 6-8%
  • PD: 15,5-19,5%
  • Avs: 4-6%
  • M5s: 2-4%

Un testa a testa serrato, con Giorgia Meloni che punta a consolidare la supremazia nel Nord-Est e Matteo Salvini determinato a non perdere la sua storica roccaforte.

Affluenza in calo: -12 punti rispetto al 2020

A metà dello spoglio, con 2.966 sezioni su 4.729, l’affluenza si ferma al:

44,21%, in calo netto rispetto al 61,21% della precedente tornata elettorale.

Un segnale che riflette la fine dell’“effetto Zaia”, ma anche un clima politico meno partecipato rispetto al 2020.

Prudenza nel quartier generale di Stefani

All’hotel Crowne Plaza di Padova, quartier generale di Stefani, prevale la cautela. Nessuna dichiarazione ufficiale, nonostante gli exit poll lo diano largamente avanti.

La vera attenzione è rivolta alla sfida FdI–Lega: da quel risultato dipenderà il peso politico del neo-presidente nella coalizione nazionale.

Presenti al comitato anche i sottosegretari Massimo Bitonci e Andrea Ostellari.

Manildo: «Continuiamo a costruire il futuro del Veneto»

Il candidato del centrosinistra ha mantenuto un tono positivo nonostante le proiezioni sfavorevoli:

«Questa è una coalizione unita, un laboratorio per la nazione. Continuiamo con l’idea di costruire un futuro in Veneto».

Manildo, ex sindaco di Treviso, ha guidato una campagna centrata su temi sociali, innovazione e discontinuità rispetto all’era Zaia.

Fontana: «Zaia può diventare tutto, anche presidente della Lombardia»

Non si parla solo del presente, ma anche del futuro politico di Luca Zaia. Il presidente lombardo Attilio Fontana ha dichiarato:

«Zaia è un valore per il nostro Paese. Può diventare tutto. Sarei orgoglioso di averlo come successore in Lombardia».

Un endorsement che accende i riflettori sul governatore veneto uscente, sempre più protagonista di manovre interne alla Lega.

Il peso del passato: 30 anni di dominio del centrodestra

Il Veneto non ha mai cambiato colore politico dal 1995, anno dell’elezione diretta del presidente. Prima Giancarlo Galan (1995-2010), poi Luca Zaia per tre mandati consecutivi.

Nel 2020 Zaia aveva ottenuto un record storico: 76,8%, con il centrosinistra fermo al 15,7%.

Il risultato di oggi non è paragonabile ai picchi zaiani, ma Stefani sembra destinato a raccogliere un’eredità politicamente potentissima.

Chi è Alberto Stefani, l’enfant prodige scelto per il post-Zaia

Deputato a 25 anni, curriculum costruito su temi sociali, diritti dei caregiver, tutela degli anziani e lotta alla violenza su donne e minori. Stefani rappresenta la nuova generazione leghista e gode di un consenso radicato soprattutto nei territori rurali e nella cintura trevigiana.

Chi è Giovanni Manildo, il “Kung-fu panda” progressista

Avvocato, esperto di energia e comunità energetiche, ex sindaco di Treviso: Manildo porta in dote un profilo competente, moderato e pragmatico. La sua sfida impossibile era interrompere 30 anni di dominio del centrodestra, ma gli exit poll indicano un’impresa quasi proibitiva.

Conclusione: attesa per i primi risultati reali

Nelle prossime ore i seggi inizieranno a pubblicare i primi dati ufficiali. Ma la tendenza è già chiara: il Veneto si prepara a voltare pagina con un nuovo presidente, probabilmente Alberto Stefani, mentre il derby FdI–Lega potrebbe ridisegnare gli equilibri nazionali del centrodestra.

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