Tutto è accaduto intorno alle 16:30 di sabato 16 maggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, El Koudri avrebbe imboccato ad alta velocità via Emilia Centro investendo volontariamente pedoni e ciclisti presenti nella zona.
Dopo il violentissimo impatto contro una vetrina, il 31enne sarebbe sceso dall’auto armato di coltello e avrebbe ferito un passante che tentava di bloccarlo. A fermarlo definitivamente sono stati alcuni cittadini intervenuti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, tra cui anche due uomini di origine egiziana.
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Arrestato poco dopo, El Koudri è stato sottoposto ai test tossicologici, risultando negativo sia all’alcol sia alle droghe.
Le accuse e le indagini della Procura
La Procura di Modena ha disposto il fermo contestando i reati di strage e lesioni aggravate. Le indagini vengono coordinate anche con il supporto degli specialisti dell’antiterrorismo, anche se allo stato attuale non emergerebbero elementi sufficienti per contestare reati legati al terrorismo internazionale.
Gli investigatori stanno acquisendo immagini di videosorveglianza, testimonianze e materiale digitale sequestrato al 31enne per comprendere se il gesto sia stato pianificato oppure se sia maturato improvvisamente.
Intanto Modena resta sotto shock. La zona dell’attacco continua a essere presidiata dalle forze dell’ordine mentre cresce il dibattito politico e mediatico sulle responsabilità, sull’integrazione e sul tema della salute mentale.
Le reazioni politiche e il clima sui social
L’attacco ha provocato immediate reazioni da parte della politica nazionale. Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto “gravissimo”, esprimendo vicinanza ai feriti e ringraziando i cittadini intervenuti per fermare l’aggressore.
Matteo Salvini ha invece parlato apertamente di “fallimento dell’integrazione”, collegando il caso al tema delle seconde generazioni e della sicurezza urbana. Dall’altra parte, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha invitato a evitare strumentalizzazioni politiche immediate, ricordando anche il coraggio dei cittadini stranieri che hanno contribuito a bloccare El Koudri.
Nel frattempo, sui social si è scatenata una valanga di commenti. Molti utenti chiedono misure più dure contro la criminalità e controlli più severi, mentre altri invitano alla prudenza prima di trasformare il caso in uno scontro ideologico sull’immigrazione.
Resta però una certezza: l’attacco di Modena ha aperto nuovamente un dibattito esplosivo su sicurezza, salute mentale, radicalizzazione online e integrazione sociale.