venerdì, Giugno 26

Garlasco, l’avvocato di Sempio a “Chi l’ha visto?”: «Quella dell’impronta è una bufala. Basta collaborazione»

L’avvocato di Andrea Sempio interviene a “Chi l’ha visto?”: «Impronta? Una bufala mediatica»

Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione nazionale con la puntata di mercoledì 21 maggio di “Chi l’ha visto?”, dove è intervenuto Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, l’unico attualmente indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Lovati ha parlato dell’impronta attribuita a Sempio – già finita in numerose ricostruzioni giornalistiche – definendola senza mezzi termini “una bufala”. Il legale ha inoltre annunciato un cambio di rotta nella strategia difensiva, dopo l’assenza del suo assistito all’interrogatorio fissato in Procura il 20 maggio.

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Lovati: «L’impronta? Una ricostruzione senza basi»

 

“Per me è una bufala”, ha dichiarato l’avvocato in diretta. Secondo Lovati, l’intera narrazione legata all’impronta del palmo trovata accanto al corpo di Chiara sarebbe una forzatura senza valore probatorio concreto.

“Non so se questa storia dell’impronta poteva essere uno spunto per fare domande al mio assistito, ma così com’è raccontata, sembra solo un pretesto. Buttata lì, senza fondamento”, ha aggiunto.

Sempio assente in Procura: “Non è un’ammissione di colpa”

 

L’assenza di Andrea Sempio all’interrogatorio ha destato scalpore, ma per Lovati è stata una scelta tecnica. I suoi legali hanno presentato una memoria difensiva ai PM, sostenendo che l’invito a comparire fosse viziato da un’irregolarità formale, in particolare la mancanza di un “avvertimento” previsto dal codice.

“Non presentarsi non significa essere colpevoli”, ha chiarito il difensore. “Abbiamo scelto di dire basta alla linea della collaborazione. È cambiata la strategia”.

Una strategia rivista, mentre le prove restano in bilico

L’intervento di Lovati rafforza l’idea che la difesa stia valutando nuove mosse in risposta alla pressione mediatica e giudiziaria sul caso. Dopo mesi di apertura e disponibilità da parte dell’indagato, ora la linea si irrigidisce: nessuna dichiarazione, nessuna collaborazione, almeno finché le prove non saranno realmente chiare.

“Sempio è rimasto lucido. Ma non si spiega come il suo nome sia finito ancora una volta al centro”, ha riferito il giornalista Vittorio Romano durante la trasmissione.

Intanto, le indagini continuano, tra impronte mai del tutto attribuite e voci sempre più discordanti. Ma come ha detto Lovati, “la difesa ora cambia passo”.

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