giovedì, Luglio 23

Caso Resinovich, Visintin rompe il silenzio: “Non ho ucciso Liliana. Ma chi è stato non lo dirò mai”

“Non ho ucciso Liliana”: Sebastiano Visintin torna a Trieste e rompe il silenzio

Dopo un periodo di silenzio e un’indagine che si fa sempre più complessa, Sebastiano Visintin è tornato a parlare. Il marito di Liliana Resinovich, la 63enne trovata morta il 14 dicembre 2021 in un boschetto vicino a Trieste, è stato intervistato da Tele4 mentre era alla guida della sua auto. E le sue parole stanno facendo discutere.

 

Leggi anche:Schianto violentissimo contro lo spartitraffico: morte atroce

Leggi anche:Malore in acqua, bimbo di 5 anni muore in piscina

Leggi anche:“Poco prima..”. Morte Fakir, la verità salta fuori proprio ora: clamoroso

Io non ho niente a che fare con la morte di Liliana, assolutamente”, ha dichiarato con fermezza. “Sono felice di essere tornato a Trieste. Vivo qui dal 1995, e non ho nulla da nascondere”.

“Vivo alla giornata. Se ci sarà un processo, sarò presente”

Alla domanda se si senta già condannato dall’opinione pubblica o dalla magistratura, Visintin ha risposto in modo netto: “No, assolutamente. Vivo alla giornata. Non penso a ieri, non penso a domani”.

Ha poi aggiunto: “Sto vivendo un dramma da tre anni e mezzo che non auguro a nessuno, però – come dicevo sempre a Liliana – la vita è bella”.

Parole che lasciano trasparire una condizione emotiva difficile, ma anche una certa lucidità nel voler affrontare un possibile processo: “Se ci sarà, io ci sarò”.

“Chi l’ha uccisa? Non lo dirò. Ci sono gli avvocati per questo”

Ma la parte più controversa dell’intervista riguarda la domanda che tutti si pongono: chi ha ucciso Liliana?

resinovich

Non voglio parlare di chi è stato”, ha risposto Visintin. “Ci sono gli avvocati per questo. Anche per la descrizione di quello che è accaduto nel boschetto”.

Altri coltelli sequestrati: la nuova pista toscana

Intanto, la Procura continua a lavorare. Oltre ai coltelli e forbici sequestrati l’8 aprile scorso, sono stati individuati altri tre coltelli appartenenti a Visintin. A riportarlo è Il Piccolo, quotidiano triestino.

Queste tre lame erano state regalate da Visintin a un conoscente in Toscana oltre due anni fa. Dopo aver appreso dai media delle perquisizioni e dei sequestri, l’uomo ha contattato direttamente la PM Ilaria Iozzi, rendendo noto il fatto. I coltelli sono stati quindi sequestrati e l’uomo ascoltato dalla Squadra Mobile.

Importante sottolineare che il corpo di Liliana non presentava ferite da arma da taglio, ma la Procura non esclude alcuna pista. Ogni oggetto potenzialmente utile viene catalogato e analizzato.

Verso un incidente probatorio? La decisione nei prossimi giorni

A breve la GIP Flavia Mangiante dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura per l’incidente probatorio sulla testimonianza di Claudio Sterpin, l’uomo che più volte ha dichiarato pubblicamente di essere stato vicino a Liliana nei suoi ultimi mesi di vita.

Sterpin potrebbe fornire informazioni cruciali non solo sulla personalità della vittima, ma anche sui rapporti con il marito e sul contesto privato che ha preceduto la sua scomparsa.

Nel frattempo, Trieste osserva, attende, e si interroga: la verità è davvero così lontana?