giovedì, Luglio 23

Inter in lutto, proprio il giorno della finalissima. Che tragedia

 

Leggi anche:Rissa nella finale dei Mondiali, la FIFA apre un’indagine: cosa rischiano l’Argentina e i suoi giocatori

Leggi anche:Mondiali, boom di ascolti Rai per la finale: 12,5 milioni davanti alla tv, il web ironizza su Adani

Leggi anche:Mondiali, l’Argentina volta le spalle alla premiazione della Spagna: il gesto che fa discutere

Lutto in casa Inter: addio al presidente dello Scudetto dei record

La giornata che avrebbe dovuto essere di festa per l’Inter, in vista della finalissima, si è tinta di dolore e tristezza. È venuto a mancare Ernesto Pellegrini, ex presidente nerazzurro e imprenditore simbolo del Made in Italy, una figura che ha segnato profondamente sia il mondo del calcio che quello dell’imprenditoria sociale. Il suo decesso rappresenta una grande perdita non solo per la tifoseria interista, ma per tutto il Paese, che saluta un uomo capace di coniugare con successo lavoro, passione sportiva e impegno civile.

Dalle umili origini al successo imprenditoriale

Nato a Milano il 14 dicembre 1940, Ernesto Pellegrini ha vissuto in prima persona la trasformazione dell’Italia nel secondo dopoguerra. Dopo un’iniziale esperienza professionale come contabile presso la storica azienda di biciclette Bianchi, intuì le potenzialità offerte dal boom economico degli anni Sessanta. Fu così che, nel 1965, fondò la sua prima impresa: l’Organizzazione Mense Pellegrini.

Quella che inizialmente era una piccola realtà specializzata nella ristorazione aziendale crebbe negli anni fino a diventare una delle più importanti aziende italiane nel settore del catering collettivo. La società assunse il nome di Pellegrini S.p.A., espandendosi a livello nazionale e internazionale. Con oltre 9.000 dipendenti, la Pellegrini S.p.A. è diventata un punto di riferimento per la fornitura di pasti aziendali, buoni pasto e servizi di welfare, operando anche all’estero attraverso la Pellegrini Catering Overseas S.A.

La presidenza dell’Inter: un’era d’oro

Nel 1984, Ernesto Pellegrini fece il grande passo nel mondo del calcio acquistando l’Inter da Ivanoe Fraizzoli. Divenne così il diciassettesimo presidente del club milanese, portando con sé una visione imprenditoriale moderna e un amore sincero per i colori nerazzurri. La sua gestione segnò uno dei periodi più gloriosi nella storia recente del club.

Sotto la guida di Pellegrini, l’Inter conquistò uno storico Scudetto nella stagione 1988-1989, passato alla storia come “lo Scudetto dei record”. La squadra, guidata da Giovanni Trapattoni e trainata da campioni come Lothar Matthäus, Andreas Brehme e Giuseppe Bergomi, collezionò 58 punti su 68 disponibili (in un’epoca in cui la vittoria valeva ancora due punti). Un’impresa che rimane scolpita nella memoria di ogni tifoso interista.

Ma i successi non finirono lì: nel 1989 arrivò anche la Supercoppa Italiana, mentre in campo europeo l’Inter conquistò la Coppa UEFA nel 1991 e nuovamente nel 1994. Pellegrini mantenne la presidenza fino al 1995, anno in cui vendette la società a Massimo Moratti, dando inizio a un’altra epoca storica per il club.

Un imprenditore con il cuore nel sociale

Al di là dei trionfi sportivi e imprenditoriali, Ernesto Pellegrini si è distinto per il suo profondo impegno nel sociale. Nel 2013 ha istituito la Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, un’organizzazione che incarna i suoi valori di solidarietà e inclusione.

Un anno dopo, nel 2014, nacque a Milano il ristorante solidale Ruben, pensato per offrire pasti caldi e a basso costo alle persone in difficoltà economica. Un progetto innovativo e concreto, che ha ridato dignità a tante famiglie bisognose e ha rappresentato un modello replicabile in molte altre città.

Durante l’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di COVID-19, la Fondazione non si è fermata. Anzi, ha intensificato il suo sforzo distribuendo gratuitamente ben 50.000 pasti a domicilio destinati ad anziani soli e persone in quarantena, dimostrando come l’imprenditoria possa essere al servizio del bene comune.

Riconoscimenti e onorificenze

Nel corso della sua lunga carriera, Ernesto Pellegrini ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo operato. Nel 1990 fu insignito del prestigioso titolo di Cavaliere del Lavoro, una delle massime onorificenze conferite dalla Repubblica Italiana agli imprenditori che si sono distinti per meriti economici e sociali.

Nel 2014, il Comune di Milano gli ha attribuito l’Ambrogino d’Oro, premio riservato a coloro che hanno contribuito in modo significativo alla crescita della città. Questi riconoscimenti testimoniano il valore di un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo in ambiti diversi, dall’economia al calcio, dalla solidarietà al volontariato.

Una vita raccontata in prima persona

Nel 2016, Pellegrini ha deciso di condividere la sua straordinaria esperienza pubblicando la propria autobiografia, intitolata “Una vita, un’impresa”. In questo libro ha ripercorso con sincerità e lucidità il proprio percorso, rivelando i momenti più difficili e quelli di maggiore soddisfazione. Un testo che racconta non solo la storia di un imprenditore di successo, ma anche quella di un uomo capace di ispirare attraverso l’esempio.

Il ricordo di un uomo simbolo di visione e umanità

Con la scomparsa di Ernesto Pellegrini, l’Italia perde una delle sue figure più emblematiche. Un uomo che ha dimostrato come sia possibile costruire un impero imprenditoriale senza perdere di vista l’umanità, la solidarietà e l’etica. La sua figura resterà nel cuore dei tifosi dell’Inter, nel ricordo dei suoi dipendenti e nelle vite di coloro che ha aiutato attraverso le sue opere benefiche.

Il lutto che oggi colpisce il mondo nerazzurro è lo stesso che attraversa il Paese intero: ci lascia un presidente amato, un imprenditore illuminato e, soprattutto, un grande uomo