Massimo Bossetti oggi: la vita in carcere, la moglie Marita, le notizie sui figli e il concorso di cucina

Massimo Giuseppe Bossetti torna sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Il muratore di Mapello, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, è il primo protagonista del nuovo programma “Belve Crime”, lo spin-off del noto talk show condotto da Francesca Fagnani, in onda su Rai 2 a partire da martedì 10 giugno 2025. Un’intervista esclusiva che riaccende l’attenzione su uno dei casi più discussi e controversi della cronaca giudiziaria italiana.
Ma cosa fa oggi Massimo Bossetti in carcere? Come vivono la moglie e i figli lontani dal clamore dei media? E quali sono le novità che hanno alimentato nuove discussioni pubbliche?
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Dove si trova Massimo Bossetti oggi e che lavoro fa in carcere
Attualmente Massimo Bossetti è detenuto nel carcere di Bollate, in provincia di Milano. È qui che sta scontando l’ergastolo, pena confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2018. Lontano dai clamori del processo e dall’esposizione mediatica, ha cercato di costruire una nuova quotidianità all’interno del penitenziario, investendo il suo tempo nel lavoro e in attività rieducative.
Negli ultimi anni, Bossetti ha trovato impiego all’interno di un’area industriale del carcere, grazie a un progetto chiamato “2121”, avviato nell’estate del 2024. In una rara intervista concessa a Telelombardia, ha spiegato di occuparsi della produzione di componenti in alluminio e lamiera utilizzati per la coibentazione termoacustica. Un lavoro altamente specializzato, che gli consente non solo di rimanere attivo mentalmente, ma anche di fornire un piccolo sostegno economico alla sua famiglia.
Bossetti ha sottolineato con orgoglio che la riconversione dell’area di lavoro all’interno del carcere è stata gestita interamente da lui. Ha dichiarato: “Tutti gli interventi per adattare la struttura alla nuova attività metalmeccanica li ho eseguiti personalmente. Il lavoro mi dà dignità e un obiettivo”.
Massimo Bossetti e il concorso di cucina “Cuochi Dentro”
Oltre al lavoro in officina, Massimo Bossetti ha partecipato nel 2024 anche a un evento interno al carcere che ha fatto parlare di sé: il concorso gastronomico “Cuochi Dentro”, una competizione riservata ai detenuti con la passione per la cucina. Il suo piatto, chiamato “Portafoglio farcito full optional”, ha ottenuto un riconoscimento speciale.
Durante il concorso, Bossetti ha condiviso un momento toccante: “Ogni volta che cucino, mi commuovo. Penso a tutto ciò che ho perso nella mia vita, ma che ancora porto nel cuore”. Parole che mostrano un lato umano, spesso oscurato dai riflettori del processo e dalla condanna.
La battaglia di Bossetti per dimostrare la sua innocenza
Nonostante la condanna definitiva, Massimo Bossetti continua a proclamarsi innocente. Ha presentato più volte richiesta di revisione del processo, ma finora tutti i tentativi sono stati respinti. La sua difesa contesta l’uso esclusivo del DNA come prova regina e sostiene la necessità di nuovi accertamenti genetici.
Marita Comi oggi: la nuova vita della moglie di Massimo Bossetti
La moglie di Bossetti, Marita Comi, ha avuto un ruolo centrale durante i lunghi anni del processo. Sempre presente alle udienze, ha sostenuto pubblicamente l’innocenza del marito. Tuttavia, dopo la condanna, ha scelto di mantenere un profilo riservato, allontanandosi dai riflettori per proteggere se stessa e i figli.
Nonostante le difficoltà, Marita non ha mai chiesto la separazione legale. Vive ancora con i figli in provincia di Bergamo, cercando una parvenza di normalità. Il fratello di Marita, in un’intervista a Il Giornale, ha raccontato che il sogno della donna è sempre stato quello di “vivere una vita semplice, normale”.
Marita è tornata a parlare pubblicamente in occasione della docuserie Netflix “Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio”, dove ha ricordato il drammatico momento dell’arresto del marito. “Io sono ferma ancora a quel giugno 2014,” ha detto. “Ero in cucina, stavo piangendo. Poi sono venuti a dirmi che mio marito era l’assassino di Yara. Non potevo crederci.”
I figli di Bossetti: Nicolas e le voci infondate sulla TV
Bossetti e Marita hanno tre figli, oggi tutti maggiorenni: due maschi e una femmina, rispettivamente di 23, 20 e 18 anni. La famiglia ha sempre cercato di proteggere la privacy dei ragazzi, cresciuti nel pieno di uno scandalo mediatico nazionale.
Nel 2024, il nome di Nicolas, il figlio maggiore, è finito al centro di una presunta indiscrezione. L’ex paparazzo Fabrizio Corona aveva parlato di una possibile partecipazione del ragazzo al Grande Fratello, notizia che è stata prontamente smentita da Mediaset, che ha negato ogni coinvolgimento. L’obiettivo della madre è sempre stato quello di tenere i figli lontani dal mondo dello spettacolo e dal giudizio pubblico.
La prova regina: il DNA di “Ignoto 1” e l’origine dell’inchiesta
La condanna di Massimo Bossetti si basa principalmente su un dato scientifico: il DNA di “Ignoto 1”, trovato sui leggings di Yara Gambirasio. Una traccia genetica maschile che ha dato il via a una delle più imponenti inchieste genetiche mai viste in Italia.
Dopo migliaia di confronti falliti, la svolta arriva quando il DNA di Damiano Guerinoni risulta parzialmente compatibile. Gli inquirenti riescono così a risalire a Giuseppe Guerinoni, defunto nel 1999, come padre biologico del presunto assassino. Il profilo genetico porta infine a Ester Arzuffi, madre di Bossetti, completando il quadro: Massimo Bossetti è figlio illegittimo di Guerinoni e corrisponde perfettamente al profilo di Ignoto 1.
Il 16 giugno 2014, con un prelievo a sorpresa, viene confermato il match tra il DNA di Bossetti e la traccia trovata su Yara. Questa è stata considerata la “prova regina” del processo.
Le altre prove contro Bossetti
Oltre al DNA, ci sono altri elementi che hanno rafforzato l’accusa. Tra questi, le fibre ritrovate sui vestiti della vittima, compatibili con la tappezzeria del furgone utilizzato da Bossetti. Inoltre, l’analisi delle celle telefoniche ha collocato il suo cellulare nei pressi di Brembate Sopra nel momento della scomparsa della giovane Yara.
Un altro dettaglio importante riguarda l’alibi fornito da Bossetti: inizialmente aveva dichiarato di essere rimasto a casa, ma l’alibi si è rivelato inconsistente e non confermato dai fatti.
