Leggi anche:Sondaggi politici, centrodestra al minimo della legislatura: cresce Futuro Nazionale, chi supera la Lega
Leggi anche:Vannacci a cena con Alemanno: “Lavorerà con noi”. Poi il messaggio a Meloni e le parole sul caso Turetta
Leggi anche:Sondaggio dopo lo scontro con Trump: i dati su Meloni e Trump
Mentre le tensioni tra Israele e Iran continuano a crescere, generando apprensione a livello globale, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha preso una posizione netta e inequivocabile: l’Italia non prenderà parte a nessun intervento militare.
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato, quando il rischio di un conflitto aperto in Medio Oriente sembra sempre più concreto, e la comunità internazionale attende con ansia gli sviluppi.
Crosetto: “Nessun coinvolgimento militare per l’Italia”
Nel corso della trasmissione televisiva Dritto e Rovescio, condotta da Paolo Del Debbio su Retequattro, Crosetto ha espresso chiaramente la posizione del governo italiano in merito alla crisi in atto. “La nostra Costituzione vieta partecipazioni a guerre che non siano difensive”, ha affermato. “E, in ogni caso, non c’è alcuna intenzione politica di prendere parte a un conflitto armato contro l’Iran”.
Con queste parole, il ministro ha voluto tranquillizzare sia la cittadinanza italiana che gli alleati internazionali, sottolineando l’impegno dell’Italia a mantenere una posizione di equilibrio e di distacco rispetto alle strategie militari più aggressive eventualmente adottate dagli Stati Uniti o da Israele. Nessun militare italiano sarà coinvolto e nessun mezzo militare con il tricolore sarà impiegato in operazioni offensive, ha precisato Crosetto.
Basi americane in Italia: servono spiegazioni e autorizzazioni
Un tema particolarmente spinoso affrontato durante l’intervista riguarda le basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano. Strutture strategiche che, pur essendo in territorio nazionale, sono parte integrante di un sistema di difesa congiunto risalente agli accordi bilaterali siglati negli anni Cinquanta tra Italia e USA.
A questo proposito, Crosetto è stato molto chiaro: “Gli Stati Uniti possono utilizzare le basi presenti in Italia solo previa comunicazione e autorizzazione del nostro governo. Non possono decidere in autonomia l’utilizzo delle strutture”. Fino ad oggi, ha aggiunto il ministro, non è arrivata nessuna richiesta ufficiale da parte di Washington. Tuttavia, considerato l’andamento degli eventi in Medio Oriente, una domanda formale da parte degli americani non è da escludere nelle prossime settimane.
Questa affermazione ribadisce la sovranità italiana in materia di politica estera e militare, evidenziando che la presenza delle forze armate straniere sul nostro territorio non implica automaticamente un coinvolgimento nei loro conflitti.
Il nodo nucleare: la minaccia atomica e la diplomazia
Uno degli aspetti più delicati della crisi tra Israele e Iran riguarda il timore che Teheran possa dotarsi di armi nucleari. Crosetto ha cercato di fare chiarezza anche su questo fronte, dichiarando: “Ad oggi, l’Iran non possiede l’arma nucleare. Mi auguro che Israele non decida di usare la propria, perché invece Israele l’ha già”.
La posizione del ministro è quella di scongiurare ogni escalation che possa portare all’utilizzo di armi di distruzione di massa, e di rilanciare la necessità di una ripresa del dialogo diplomatico. In particolare, Crosetto ha auspicato che si possa tornare a un tavolo negoziale simile a quello promosso in passato dagli Stati Uniti per fermare lo sviluppo del programma nucleare iraniano.
“L’Iran dovrebbe cessare ogni attività volta all’ottenimento della bomba atomica. Questo potrebbe bastare a disinnescare la tensione”, ha spiegato Crosetto, indicando nella diplomazia l’unica strada percorribile per evitare una guerra su larga scala.
Un monito a Israele: evitare attacchi sui civili
Nel suo intervento, il ministro non ha risparmiato critiche nemmeno nei confronti di Israele, in particolare per quanto riguarda la gestione militare nella Striscia di Gaza. “È importante distinguere tra la lotta contro Hamas e gli attacchi che colpiscono direttamente la popolazione civile”, ha dichiarato.
Secondo Crosetto, Israele dovrebbe ascoltare con maggiore attenzione le richieste della comunità internazionale, che da tempo invita a limitare le operazioni belliche che mettono a rischio vite innocenti. “Mi aspetto che Israele faccia ciò che la comunità internazionale gli chiede da tempo”, ha affermato, evidenziando come le operazioni militari debbano sempre tenere conto del diritto internazionale umanitario.
Questo passaggio sottolinea la volontà italiana di rimanere una voce equilibrata nel contesto internazionale, impegnata a tutelare i diritti umani e la protezione dei civili anche in tempo di guerra.
L’allarme per gli italiani ancora in Iran
Infine, Crosetto ha lanciato un appello urgente agli italiani ancora presenti in Iran, soprattutto a Teheran, indicata come una delle zone più a rischio. Il ministro ha esortato i connazionali a lasciare il Paese quanto prima, facendo riferimento a una situazione sempre più instabile e pericolosa.
“Gli israeliani si muovono agevolmente in territorio iraniano. La situazione potrebbe precipitare”, ha avvertito Crosetto. Il ministro ha spiegato che l’uscita dall’Iran non è semplice: un viaggio via terra di oltre 1.500 chilometri fino a Baku, in Azerbaigian, è l’unica opzione disponibile per molti. Tuttavia, ha insistito sull’urgenza del rientro, sottolineando come la permanenza in Iran possa diventare insostenibile in caso di conflitto armato.
