mercoledì, Agosto 5

Garlasco, DNA trovato nella bocca di Chiara Poggi: spunta la pista dell’amico di Andrea Sempio

Garlasco, spunta la pista dell’amico di Andrea Sempio: chi è Michele Bertani. Il DNA trovato nella bocca di Chiara Poggi

Il caso Garlasco si arricchisce di nuovi elementi. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, è convinta che il profilo genetico maschile ritrovato nella bocca di Chiara Poggi possa appartenere a un complice del nuovo indagato, Andrea Sempio.

Il DNA ignoto e le nuove analisi

Le tracce genetiche analizzate nei giorni scorsi derivano da tamponi orali prelevati nel 2007 dal medico legale Marco Ballardini. Venerdì, la genetista Denise Albani ha replicato gli esami nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal gip Daniela Garlaschelli. In particolare, è emerso un profilo ignoto nella zona del palato e della lingua, con una concentrazione più elevata rispetto agli altri campioni.

Si tratta di cellule in quantità infinitesimale, ma sufficienti a generare un profilo completo e robusto, utile per comparazioni future. La presenza del DNA era già nota nel 2007, ma non fu mai approfondita fino a oggi.

Chi è Michele Bertani

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attenzione degli inquirenti si è ora concentrata anche su Michele Bertani, amico stretto di Andrea Sempio e morto suicida nel 2016. Per alcuni, i due avevano rapporti stretti; per altri, si trattava di una conoscenza ormai interrotta.

Il corpo di Bertani è stato cremato, ma gli investigatori stanno valutando la possibilità di risalire comunque al suo profilo genetico per effettuare un confronto diretto con il DNA ignoto emerso dal tampone orale.

Gli altri profili genetici

Tra i cinque tamponi esaminati:

  • Due contenevano il DNA dell’assistente di Ballardini, Ernesto Gabriele Ferrari.
  • Due erano compatibili all’80% con lo stesso assistente.
  • Uno è risultato ignoto, il più interessante per le indagini.

In caso di conferma della non appartenenza a persone già identificate, il profilo sarà confrontato con tutti i maschi che frequentavano la villetta di via Pascoli nel 2007: amici e familiari di Marco Poggi, carabinieri del RIS, personale medico e legale, e chiunque sia entrato nella casa nelle settimane precedenti al delitto.

L’ipotesi: contatto ravvicinato o lotta

Il DNA potrebbe derivare da un contatto diretto, come un tentativo di Chiara di urlare e venire tappata con la mano, o addirittura da un morso di difesa durante una colluttazione. La presenza di quel DNA nella bocca della vittima è considerata rilevante dagli inquirenti per la ricostruzione della dinamica.

Il video dell’autopsia: intervento del Garante

Parallelamente, il Garante per la privacy è intervenuto in via d’urgenza per bloccare la diffusione online delle immagini dell’autopsia. Alcuni utenti le vendevano attraverso siti privati. L’authority ha definito questa pratica un’“accanimento informativo” e una gravissima violazione della dignità della vittima e della sua famiglia. Sono in corso valutazioni per eventuali sanzioni.

L’indagine si allarga

Le nuove analisi potrebbero portare all’identificazione di un “terzo uomo”, diverso da “ignoto 2” (profilo genetico trovato su un’impronta sulla porta della cucina). Questo rafforzerebbe l’ipotesi, già al vaglio della procura, di più persone sulla scena del crimine.

Gli inquirenti stanno anche riesaminando tutti i reperti raccolti all’epoca: impronte, il tappetino con tracce ematiche, i rifiuti, e ogni altro elemento utile a far luce definitiva sull’omicidio di Chiara Poggi.