sabato, Luglio 18

Garlasco, l’avvocato Lovati choc: “Chiara Poggi uccisa da un sicario”

Larceri, Lovati e De Rensis riaprono i quesiti: errori procedurali, pista del killer su commissione e indizi ancora da chiarire. Il medico legale Fineschi: «La pesatura del corpo è decisiva per l’ora della morte»

Tornano i punti interrogativi sul caso di Chiara Poggi. In una conversazione pubblica con lo psicologo Andrea Tosatto, tre legali che a vario titolo hanno seguito il fascicolo sollevano nuove criticità su indagini e perizie: Massimo Lovati (difensore di Andrea Sempio), Paolo Larceri (già legale del maresciallo Marchetto) e Antonio De Rensis (storico difensore di Alberto Stasi). A loro si aggiunge il parere del medico legale Vittorio Fineschi, docente alla Sapienza.

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Lovati: «Non fu Stasi né Sempio. Chiara uccisa da un sicario»

Lovati ribadisce la propria ipotesi difensiva: né Alberto StasiAndrea Sempio sarebbero gli autori del delitto. Secondo il legale, Chiara Poggi sarebbe stata vittima di un sicario, ingaggiato da una organizzazione criminale perché la giovane avrebbe scoperto informazioni scomode per ambienti di potere. Si tratta di una tesi che, al momento, non risulta suffragata da riscontri giudiziari e che viene proposta come spunto investigativo.

I dubbi sull’autopsia: «Perché non portare Chiara a Pavia?»

L’avvocato Larceri contesta la scelta originaria di eseguire l’esame autoptico a Vigevano e non presso l’Istituto di medicina legale di Pavia, a circa venti minuti da Garlasco. In quella sede — sostiene — sarebbero mancati strumenti standard come la bilancia per la pesatura del corpo, parametro utile a delimitare con maggiore precisione la finestra temporale del decesso. A suo avviso, la decisione avrebbe anche aumentato il rischio di contaminazioni di tracce.

De Rensis: «Tra settembre e ottobre possibili novità»

De Rensis anticipa che tra settembre e ottobre potrebbero emergere «assi importanti» dalle attività difensive. Centrale, secondo il legale, sarà la BPA (Bloodstain Pattern Analysis, analisi delle macchie di sangue) curata dai RIS di Cagliari, che potrebbe offrire elementi più solidi sulla dinamica all’interno dell’abitazione.

Fineschi: «Senza pesatura, l’ora della morte è meno attendibile»

Il professor Vittorio Fineschi sottolinea che la mancata pesatura del cadavere indebolisce la stima dell’epoca della morte. In medicina forense, variazioni di temperatura e peso corporeo — spiega — possono spostare la valutazione anche di oltre 90 minuti, con ricadute significative sulle ricostruzioni investigative.

I nodi ancora aperti

  • Collocazione temporale esatta del delitto e compatibilità con movimenti noti.
  • Valutazione completa delle tracce ematiche e dei percorsi di ingresso/uscita.
  • Eventuali terzi soggetti sulla scena e possibili motivazioni alternative.
  • Catena di custodia e standard seguiti nelle prime fasi delle indagini.