sabato, Luglio 18

Sondaggio La Piazza, sette italiani su dieci contro il finanziamento delle armi a Kiev

zelensky meloni

Il sondaggio che sorprende il governo

Un segnale politico forte arriva da Lab21, che ha condotto un sondaggio in vista della seconda serata de “La Piazza – Il Bene Comune”. I risultati parlano chiaro: la maggioranza assoluta degli italiani guarda con diffidenza all’aumento della spesa militare e al sostegno diretto all’Ucraina. Numeri che rischiano di pesare sul dibattito interno alla maggioranza e, in particolare, sul ministro della Difesa Guido Crosetto.

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Il 67,3% degli intervistati si dice contrario al piano di riarmo da 800 miliardi dell’Unione europea, mentre il 61,4% non condivide l’ipotesi di un esercito comune europeo. Ma il dato più eclatante riguarda il conflitto in Ucraina: il 71,7% ritiene che Italia, Europa e Occidente dovrebbero interrompere i finanziamenti per gli armamenti destinati a Kiev. Un chiaro segnale di insofferenza verso un coinvolgimento che molti cittadini percepiscono come eccessivo e rischioso.

Un Paese che chiede più diplomazia

I risultati confermano una tendenza già registrata in precedenti rilevazioni: l’opinione pubblica italiana preferisce soluzioni diplomatiche e politiche rispetto all’escalation bellica. La ricerca, curata dal professor Roberto Baldassari, mostra come il sentimento prevalente sia quello di contenere la spesa, investire nella mediazione e ridefinire i contorni del contributo italiano ed europeo alla sicurezza internazionale.

Il tema è stato posto al centro della serata del 29 agosto, interamente dedicata a “La spesa militare e il finanziamento delle armi all’Ucraina”. Un appuntamento che ha visto confrontarsi politici, analisti e rappresentanti istituzionali, chiamati a dare risposte al malcontento che emerge con forza dai numeri.

Le tre direttrici emerse

Dal sondaggio emergono tre linee di riflessione principali:

  • Sostenibilità delle strategie di difesa europee: la maggioranza degli italiani non vuole un incremento incontrollato delle risorse per il riarmo.
  • Efficacia e legittimazione del sostegno a Kiev: il supporto militare viene percepito come poco giustificato e non sempre utile al raggiungimento della pace.
  • Percorsi diplomatici e cooperazione: cresce la richiesta di puntare sulla mediazione internazionale per riportare stabilità.

Un’agenda politica che cambia

La seconda serata della rassegna di Affaritaliani, ospitata a Ceglie Messapica, ha così portato sul palco non solo i numeri, ma anche un quadro delle priorità percepite dal Paese. La fotografia scattata da Lab21 diventa un termometro del consenso e contribuisce a scrivere l’agenda politica delle prossime settimane. Per Crosetto e per il governo Meloni, si tratta di un campanello d’allarme che non può essere ignorato.