– Primo passaggio cruciale per il caso Ilaria Salis. Con 13 voti contrari e 12 favorevoli, la commissione Affari giuridici (Juri) del Parlamento europeo ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità presentata dalle autorità ungheresi. L’eurodeputata di Alleanza Verdi-Sinistra, eletta nel 2024 con oltre 176mila preferenze, mantiene quindi – almeno per ora – la sua protezione parlamentare.
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La decisione della commissione Juri
Il voto, arrivato al termine di un confronto acceso, ha segnato una prima vittoria per la difesa di Salis. La deputata, accusata in Ungheria di presunta aggressione a militanti neonazisti nel febbraio 2023, rischiava di perdere l’immunità per affrontare un processo a Budapest. Ma la commissione ha respinto la relazione presentata dall’eurodeputato spagnolo Adrián Vázquez Lázara (Ppe), che proponeva la revoca.
Le reazioni politiche
Immediata la reazione del leader della Lega, Matteo Salvini, che su X ha scritto: «Al Parlamento europeo, nel primo voto in Commissione respinta (13 a 12) la richiesta di revoca dell’immunità a Ilaria Salis. A ottobre il voto decisivo in Aula a Strasburgo. Chi sbaglia, non paga». Per Salvini, il rischio è che «chi ha commesso errori possa sfuggire alle conseguenze».
Dall’altra parte, esponenti della sinistra e sostenitori di Salis hanno accolto con favore la decisione, definendola un segnale forte a tutela della funzione parlamentare e della libertà politica di rappresentanza.
Il dibattito pubblico
Sui social network il tema ha immediatamente catalizzato l’attenzione: migliaia di commenti a favore e contro hanno riacceso il confronto su responsabilità personale e protezione politica. Per alcuni, il voto rappresenta la garanzia che l’Unione europea non lasci i suoi deputati in balia di governi nazionali illiberali. Per altri, rischia di trasformarsi in uno scudo per evitare la giustizia.
Verso il voto del 7 ottobre
La partita però non è chiusa. Il dossier approderà all’Aula del Parlamento europeo il prossimo 7 ottobre, quando i deputati si esprimeranno a maggioranza semplice. Sarà un voto decisivo per stabilire se l’immunità di Salis resterà intatta o se l’eurodeputata dovrà affrontare il processo in Ungheria. L’esito dipenderà soprattutto dal comportamento del Partito Popolare Europeo, che con i suoi numeri può spostare gli equilibri.
Il caso Salis si conferma così non solo una vicenda giudiziaria internazionale, ma anche un terreno di scontro politico e simbolico che tiene con il fiato sospeso Bruxelles e Roma.
Bruxelles, 23 settembre 2025