sabato, Luglio 18

Caso Roggero, l’avvocato dei familiari del rapinatore ucciso: “Danno mai risarcito, ma nessuna sete di vendetta”

Il caso Roggero continua a occupare le prime pagine e il dibattito pubblico italiano, ma questa volta a prendere la parola è la famiglia di uno dei due rapinatori rimasti uccisi. In un’intervista all’Adnkronos interviene infatti l’avvocato Angelo Panza, il legale che assiste la madre e i quattro fratelli di Giuseppe Mazzarino, il 58enne morto il 28 aprile 2021 durante il tentativo di rapina alla gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

Il gioielliere Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. E proprio ora che la sentenza è diventata irrevocabile, la posizione dei familiari della vittima torna al centro dell’attenzione, tra il nodo del risarcimento e il tema, molto discusso in questi giorni, di una possibile grazia.

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La provvisionale da 115mila euro mai pagata

Nel 2023, in primo grado, il Tribunale di Asti aveva riconosciuto ai congiunti di Mazzarino una provvisionale da 115mila euro: 35mila euro destinati alla madre e 20mila euro a ciascuno dei quattro fratelli e sorelle. Una somma che, secondo quanto riferisce l’avvocato Panza, non sarebbe mai stata versata.

Eppure, sottolinea il legale di parte civile, in questi tre anni la famiglia non ha avviato alcuna procedura per il recupero di quel denaro. Un dettaglio che, a suo dire, dimostra come i parenti non siano mossi da alcun desiderio di rivalsa nei confronti del gioielliere.

“Persone perbene, non c’entrano nulla con la rapina”

Il legale rivendica con forza la posizione dei suoi assistiti. Si tratta, spiega, di persone riservate ed estranee a qualsiasi vicenda criminale, che non avrebbero avuto alcun ruolo nel tentativo di rapina. La loro unica scelta, ricorda, è stata quella di costituirsi parte civile nel processo penale, esercitando un diritto riconosciuto dalla legge.

I familiari si sono affidati alla magistratura e al percorso della giustizia, senza mai cercare scorciatoie o vendette personali. Da qui l’amarezza per il rischio di essere in qualche modo accostati alla figura dei rapinatori, quando invece – ribadisce il legale – con quella rapina non avrebbero nulla a che vedere.

Il tema della grazia: “Prerogativa del Presidente”

Sul dibattito relativo a una possibile grazia per Roggero, la famiglia mantiene un profilo netto e istituzionale. L’avvocato Panza taglia corto: si tratta di una prerogativa del Presidente della Repubblica, un terreno sul quale i suoi assistiti non intendono entrare.

Stessa distanza viene mantenuta rispetto alle polemiche politiche che stanno accompagnando la vicenda. I familiari, spiega il legale, non vogliono essere coinvolti in una discussione che ha assunto contorni sempre più politici, preferendo restare nell’ambito che li riguarda direttamente: quello del procedimento giudiziario.

Il danno da perdita parentale e i prossimi passi

Alla base della costituzione di parte civile, chiarisce Panza, c’è una precisa categoria giuridica: il cosiddetto danno da perdita parentale, previsto dalla legge e dalla giurisprudenza per chi perde un congiunto. È su questo presupposto che i familiari hanno partecipato al processo.

Ora che la condanna è definitiva, la parte civile potrà avviare un’azione civile per quantificare in modo compiuto il risarcimento. Sul tavolo resta anche il capitolo della provvisionale non versata: a fronte del mancato pagamento, i legali potrebbero valutare la strada del pignoramento dei beni del gioielliere. Una vicenda, dunque, ancora tutt’altro che chiusa, che continua a intrecciare piano giudiziario, umano e politico.